Il “laziale” Sabatini saluta la Roma: “È vero, vado via”

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La Roma stasera si giocherà una fetta importante di campionato sul campo del Carpi. Vincere è d’obbligo per continuare a rincorrere la Champions League, obiettivo fondamentale per il club (e per il bilancio). Spalletti e i suoi devono approfittare dello scontro diretto di domenica sera tra Fiorentina e Inter per guadagnare punti sulle dirette concorrenti.

In casa giallorossa, però, l’attenzione è proiettata anche sul futuro del diesse Walter Sabatini. Che sarà, al 99%, lontano dalla Capitale. L’ultima Ribattuta aveva lanciato l’indiscrezione (che altri hanno rivendicato come propria) sull’addio del dirigente romanista (clicca qui). A confermalo è stato proprio lui ad un tifoso, convinto più che mai che il rapporto tra le due parti sia ormai diventato logoro e privo di senso. “È vero, probabilmente lascerò la Roma”, le parole di ieri del direttore sportivo ad un supporter fuori i cancelli del centro sportivo Fulvio Bernardini. Anche Spalletti, in conferenza stampa, aveva parlato di “ipotesi di addio possibile”, riferendosi appunto a Sabatini.

Repubblica questa mattina parla di un diesse che “chiuderà senza trofei ma con lo scudetto delle plusvalenze: 200 milioni solo negli ultimi 4 anni”. E, aggiungiamo noi, 52 miloni di euro finiti nelle tasche dei procuratori. Ai tifosi, questi fantomatici “scudetti di plusvalenze” non interessano nulla. Soprattutto a Roma, dove la piazza è molto esigente.

Se ne andrà Sabatini, pagando l’etichetta di laziale che i romanisti non gli hanno mai perdonato e i risultati che non sono arrivati, nonostante mille promesse. Hanno sbagliato in molti dalle parti di Trigoria, a partire dal presidente-assente Pallotta. Eppure la colpa è ricaduta sempre su di lui .

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