Toscana, corsi anti-rapina per i commercianti vittime di furti

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Invece di intervenire sulle cause si preferisce mettere una pezza sugli effetti: i piccoli commercianti toscani sono costretti a frequentare seminari anti-rapina per difendersi dai furti nei negozi.

L’iniziativa è stata presentata da Confesercenti Firenze che ne ha giustificato l’esigenza con una situazione non più tollerabile: «La Toscana è diventata quinta nella classifica italiana dei furti nei negozi. Sono numeri in aumento, ma più che il numero generale è preoccupante la percezione che gli operatori del commercio hanno di una insicurezza diffusa nelle nostre città» ha spiegato il presidente di Confesercenti Firenze, Nico Gronchi.

Il corso, gratuito, è stato presentato alla presenza di Vittorio Bugli Assessore alla Sicurezza della Regione Toscana, Federico Gianassi Assessore alla Sicurezza del Comune di Firenze, Carlo Corbinelli.

Si legge nel comunicato stampa di presentazione che i commercianti sono stanchi di restare inattivi e attendere che sia l’ente pubblico a farsi carico della situazione. Ma, in attesa, per non restare “inermi a guardare”, Confesercenti ha deciso di avviare il progetto “Newtown Security”.

I corsi si compongono di tre parti: l’introduzione, con l’analisi del quadro giuridico e sociale; la parte centrale, dedicata alla prevenzione dei rischi; e, infine, la presentazione delle tecniche comportamentali per la “gestione dell’evento” (leggasi “rapina”) e dello stress che ne deriva.

Dunque, invece di porre rimedio alla piaga dei furti, la rossa Toscana preferisce insegnare ai negozianti a prevenire le rapine. E le Istituzioni stanno a guardare mentre ai cittadini tocca arrangiarsi?

 

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