Home restaurant: banditi in Italia, incentivati in Francia

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Mentre in Italia chiudono gli Home restaurant, in Francia spopola il social eating di VizEat: nome diverso, ma la sostanza alla fine è la stessa.

Che nessuno si azzardi a tradurre in italiano: il fascino delle parole esotiche ha sempre affascinato il nostro popolo, anche quando si tratta di settori in cui sono gli altri a prendere lezioni da noi, come la Cucina. Poco tempo fa avevamo raccontato una delle ultime tendenze gastronomiche, quella degli Home restaurant, ovvero la ristorazione realizzata in casa propria (leggi qui). A Roma l’idea innovativa era stata lanciata da un giornalista e dalla moglie, piccola imprenditrice nel settore turistico: nella loro casa a due passi da Porta Pia avevano realizzato un piccolo ristorante, sullo stile delle Case particular di Cuba. Un progetto imprenditoriale che stava riscuotendo numerosi apprezzamenti tra quei clienti che apprezzavano la sfera molto più intima del ristorante all’interno di una casa, invece del caos che solitamente si trova nei ristoranti. Negli Home restaurant, inoltre, si può sperimentare la vera cucina locale a differenza di molte trattorie in cui lavorano cuochi stranieri.

Niente da fare: su impulso della Fipe, la Federazione Italiana Pubblici Esercizi, il ministero dello Sviluppo economico ha pensato bene di applicare le disposizioni dell’articolo 64, comma 7, del decreto legislativo 26 marzo 2010, n. 59 richiedendo dei requisiti professionali e delle certificazioni per gestire il proprio ristorante in casa. Inevitabilmente il fenomeno degli Home restaurant nel nostro Paese ha subito un drastico calo e ha portato alla severa regolamentazione di fenomeni come Gnammo.

Ma all’estero come viene affrontato questo fenomeno? In Francia è stata lanciata con enorme successo la piattaforma VizEat che si sta diffondendo in tutto il mondo. Il meccanismo è praticamente lo stesso: “Dopo aver indicato la città dove desideri sederti a tavola – si legge sul sito – scopri i nostri VizEaters e i loro menu: scegli l’evento culinario che fa per te e l’Host che attira la tua curiosità”. Unica differenza è che VizEat in Francia è stata promossa ed incentivata, trattandolo come opportunità economica.

Nonostante le proteste avanzate dai ristoratori francesi, in Francia, dove è nato nel luglio 2014, VizEat (il claim è Authentic food, Authentic people) è partner ufficiale dell’ufficio del turismo di Parigi e di Atout France, per la sua capacità di ampliare l’offerta ricettiva del territorio (leggi qui). Piccole differenze su cosa si intende “Sviluppo economico”…

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Un Commento

  1. Giambattista Scivoletto said:

    L’Home Restaurant non ha insegne e non è un’attività aperta al pubblico che può intercettare avventori casuali.

    Nell’intimità inviolabile di casa propria, nonne, mamme e appassionati accettano di ricevere degli ospiti e cucinare per loro i prodotti tipici della tradizione locale come solo loro sanno fare.

    Pochi coperti alla settimana non potranno mai intaccare i volumi dei ristoranti; arricchiranno invece l’offerta turistica italiana, patria mondiale della buona cucina e garantiranno – al pari del B&B che offre un sostegno concreto a 25.000 famiglie – un reddito integrativo a quanti si trovano in difficoltà economica e vogliono intraprendere a casa propria un’attività saltuaria senza farsi carico della burocrazia soffocante che il Governo, al momento solo a parole, dichiara di voler eliminare.

    L’attività di Home restaurant si prefigura come un’attività saltuaria, già ampiamente normata.

    Infine, la salute pubblica, di certo più a rischio nelle cucine di tanti “ristoranti” che in quelle delle mamme e nonne d’Italia.

    È necessaria una normativa, ne siamo consapevoli, ma non punitiva così come preannunciato!

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