L’Islanda risorge, l’Ue affonda tra gli italiani (e non solo)

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La Ue affonda non solo economicamente e socialmente, ma anche nell’immaginario degli italiani. Tutto questo mentre l’Islanda, che ne è fuori, rinasce.

Nel giro di pochi anni, il parere degli italiani in merito all’Unione europea si è radicalmente trasformato e così da ultraeuropeisti convinti sono diventati euroscettici. Nel 2006, secondo l’agenzia europea Eurobarometro, il 56% dei cittadini riteneva un bene appartenere all’Unione europea; nel 2012, invece, la percentuale è scesa al 47%, mentre chi nutriva un sentimento di appartenenza negativo era il 13%. Ora, dunque, sono il 23% quelli che non vedono positivamente la presenza dell’Italia nell’Unione europea. Negli altri paesi la media di chi ha perso fiducia nell’Ue non cambia di molto, calando in ben 24 paesi su 28: le percentuali di chi ancora crede nelle istituzioni europee è all’incirca la stessa e raggiunge la maggioranza assoluta solo in Irlanda, Romania, Croazia e Lituania.

Tutto questo succede proprio quando gli accordi di Schengen, tra i pilastri del soggetto politico ed economico europeo, sono messi in forte discussione da molti Paesi a causa delle pressioni dei flussi migratori. Ad esultare, guarda caso, sono quei paesi che o non hanno mai fatto parte dell’Ue oppure hanno addirittura ritirato la richiesta di adesione, come l’Islanda. Nei giorni scorsi il paese scandinavo ha reso noto che il suo livello di disoccupazione – arrivato al 10% con punte di 12% – è sceso all’1,9%, tornando a quello del 2007, ovvero prima della grave crisi che colpì le sue banche, fallite in pochi giorni. La popolazione islandese è molto inferiore rispetto a quella di qualsiasi paese europeo, ma in proporzione la crisi fu di portata disastrosa.

La ricetta? È molto semplice a sentire le parole del premier Sigmundur Davíð Gunnlaugsson: “Non avremmo potuto uscire dal disastro se fossimo stati membri dell’Unione Europea – ha spiegato – Se i debiti fossero stati in euro, se fossimo stati obbligati (dalla UE) a fare come l’Irlanda o la Grecia, e prenderci carico delle banche fallite, ciò avrebbe affondato la nostra economia”. Qualcuno si chiederà ancora per quali motivi l’Ue non gode di simpatie tra gran parte degli europei?

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