Museo del Fascismo, nascerà a Predappio grazie alla sinistra

museo del fascismo

Il primo Museo del Fascismo, potrebbe sorgere molto presto a Predappio, paese natale di Benito Mussolini, grazie alla volontà politica di un asse tutto di sinistra.

Un centro di documentazione, con archivio e biblioteca; mostre temporanee, un’area ristoro, un bookshop e gli uffici: l’esposizione permanente si dovrebbe sviluppare sui tre piani dei 2.100 metri quadrati dell’ex Casa del Fascio, oggi in completo stato di abbandono, che si trova a 500 metri dalla casa in cui nacque il Duce. A portare avanti l’idea da qualche anno è il sindaco della città di Predappio, Giorgio Frassineti, militante Pd, ex Ds, Pci, da giovane sostenitore addirittura di Democrazia Proletaria, intervistato da La Stampa. “La mia è una causa di tipo storico, oltre che ovviamente turistico. Perché non possiamo accogliere solo le adunate del 28 ottobre (ricorrenza della Marcia su Roma). La città che amministro ha l’obbligo di raccontare il fascismo: però tutto il periodo, non solo gli ultimi due anni come si fa in Italia”: leggendo le dichiarazioni d Frassineti sembra di ascoltare un amministratore che finalmente prova ad andare oltre alle solite e sterili analisi storiche.

Come ha ammesso lo stesso Frassineti, è impossibile non pensare all’incredibile ritorno economico, oltre a quello di immagine, che legittimamente il sindaco di una città vuole tutelare. E l’immagine di una Predappio presa d’assalto da comitive di migliaia di persone, moltissime delle quali vestite con improbabili uniformi-camicie nere-cappelli e fez d’ordinanza, è alquanto pagliaccesca e per niente seria. Per questo il progetto di un Centro documentale come il Museo del Fascismo potrebbe avviare una seria riflessione su un periodo molto complesso, impossibile da liquidare con analisi di comodo.

A sostenere il sindaco di Predappio nel percorso che porterà alla realizzazione del progetto c’è anche Luca Lotti, braccio destro e uomo di massima fiducia del premier Renzi, che è stato avvistato nei giorni scorsi nella città romagnola. Il Museo del Fascismo costerebbe cinque milioni di euro: 500 mila sborsati dal Comune, stessa cifra sarà messa dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Forlì, mentre due milioni arriveranno dai fondi europei attraverso la Regione e altri due dal governo.

La speranza, dunque, è che Predappio si lasci alle spalle l’immagine di cittadina piena di negozi che espongono feticci e ogni tipo di souvenir (ma evidentemente l’offerta deve rispondere alla domanda), anche i più imbarazzanti, con volti di Mussolini o riproduzioni di uniformi. A ostacolare questo percorso, però, potrebbe arrivare l’intervento dell’Anpi che ha fatto sapere di “vigilare affinchè si rispetti il massimo rigore storico-scientifico”. Detto da chi ancora fatica ad ammettere la tragedia delle Foibe, appare come una minaccia.

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