Dietrofront Gabrielli: “Credo che le barriere vadano tolte”

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Il neo prefetto Franco Gabrielli

Fermi tutti, Franco Gabrielli, sembra aver capito, finalmente, che quelle barriere siano repressive e debbano essere tolte. È ancora presto per affermarlo con certezza, ma, se il buongiorno si vede dal mattino, le prime sensazioni sono più che buone.

E quello di ieri, per i tifosi, è stato senza dubbio un bel risveglio. Perché il prefetto, nel corso della presentazione del progetto di “Roma 2024, ha parlato delle disposizioni, da lui messe in atto, all’interno delle due curve dello stadio Olimpico. E le sue parole, in realtà, contraddicono nettamente le tesi portate avanti dallo stesso fino a qualche giorno fa. “Credo che le barriere debbano essere eliminate, ma per farlo bisogna che le persone che stanno negli impianti rispettino le regole. Sono una triste medicina rispetto a una malattia che dobbiamo cercare di debellare”.

Un dietrofront che ha quasi dell’incredibile, ma che non può far altro che far sorridere e sperare i tifosi di Roma e Lazio. La prossima sarà dunque la stagione nella quale verranno finalmente tolti i vetri divisori delle curve? Molto probabile a questo punto.

Rimangono, però, vari punti interrogativi e nodi da sciogliere. Come mai questo cambio repentino di opinione da parte del prefetto? Cosa è successo realmente, visto che soltanto una settimana fa, nel corso dell’incontro con Lazio, Roma e Coni, aveva ribadito la sua volontà di mantenere le barriere all’Olimpico anche per il campionato 2016-2017?

Se lo stanno chiedendo un po’ tutti e ognuno avanza la propria tesi. Semplicemente, Gabrielli si è reso conto che così gli stadi si svuotano e basta e che non si possa più andare avanti così; si è reso conto del suo errore di valutazione; oppure il dietrofont deriva dalla mancata sua candidatura a sindaco? Tutte ipotesi che hanno un senso logico.

Poco importa ai tifosi quali siano i motivi, l’importante è che si possa tornare allo stadio senza restrizioni e divisioni e che la loro battaglia di non entrare all’Olimpico per protesta porti i frutti sperati.

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