Ovidio Marras, un pastore sardo ha sconfitto Benetton & co.

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“Ti daremo tutti i soldi che vuoi” era stata la proposta della lobby del cemento Sitas al vecchio pastore Ovidio Marras. Niente da fare…

Lui quel resort a cinque stelle sulla sua terra non ce lo voleva. E così il potentissimo gruppo Sitas – Benetton, Marcegaglia, Toti, Caltagirone – ha dovuto battere in ritirata, con la coda tra le gambe, costretti a smontare le impalcature e a rimuovere le prime colate di cemento che erano state già gettate sulla terra dove Ovidio Marras vive e fa pascolare il suo gregge, a Capo Malfatano, pochi chilometri a sud di Teulada.

Questa è l’Italia: quando si tratta di infrastrutture pubbliche necessarie, possiamo esser certi che i lavori difficilmente vedranno la conclusione (o addirittura l’inizio); quando invece la destinazione delle opere è riservata a pochi facoltosi – come il resort che doveva sorgere a pochi passi da Tuerredda, a sud della Sardegna – i lavori si svolgono in tutta fretta, ottenendo anche i permessi necessari.

Infatti, ad autorizzare il mega residence erano arrivati i permessi necessari tra cui quello della Regione Sardegna. Peccato che sul cammino, i potenti d’Italia – quelli che in un modo o nell’altro si ritrovano a gestire le principali infrastrutture italiane – hanno incontrato Ovidio Marras, un pastore tenace che non si è fatto problemi a rivolgersi al tribunale. Quella terra era di suo padre, e del padre di suo padre e nessuno aveva dato il permesso alla Sitas di costruirci sopra: semplicemente se lo erano preso ingannando le istituzioni. La regione infatti aveva concesso il permesso pensando (non si sa quanto in maniera innocua) si trattasse di costruzioni separate: per il tribunale amministrativo di Cagliari invece quella che sarebbe sorta era un’unica struttura per complessivi 190mila metri cubi di cemento, con 300 stanze, 30 ville, più piscine e centri termali.

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Niente da fare: i potenti del cemento, nonostante le offerte generose per sfrattare il pastore sardo e cementificare uno degli ultimi angoli incontaminati d’Italia, hanno perso. Ovidio Marras, invece, ha vinto in Cassazione.

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