Banca d’Italia, quanta solerzia con i “pesci piccoli”. E con gli squali?

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Sui quotidiani di oggi, spicca una pubblicazione da parte della Banca d’Italia (a pagamento? coi soldi di chi?) per annunciare il provvedimento sanzionatorio nei confronti di alcuni componenti ed ex componenti di Consigli di Amministrazione e collegi sindacali di alcuni istituti di credito. Con tanto di nomi e cognomi. Di gente sconosciuta. Quanto zelo!

La Banca d’Italia, così, si premura di informarci di aver comminato una sanzione amministrativa e pecuniaria di ben 15mila euro ciascuno a questi “cattivoni” che si sono macchiati della grave colpa di aver dimostrato “carenze nell’organizzazione e nei controlli con particolare riguardo alla trasparenza“.

Ma grazie. I correntisti italiani si sentiranno sicuramente più al sicuro dopo che queste persone non solo hanno ricevuto una multa, ma addirittura sono state esposte al pubblico ludibrio con tanto di pubblicazione sul giornale.

Come dite? Che hai risparmiatori non importa nulla di questi tizi, pressoché sconosciuti? Che, piuttosto, tutta questa solerzia da parte della Banca d’Italia avrebbero voluto vederla prima che Banca Marche, Etruria, CariChieti e Carife finissero commissariate.

Leggere sul giornale che Pinco Pallino è stato sanzionato e sbattuto sul giornale in virtù della “correttezza delle relazioni con la clientela” non ci rincuora. Anzi. Ci fa chiedere: dov’era la correttezza nei confronti dei propri clienti quando alcuni impiegati di banca facevano firmare ai propri correntisti moduli che non riportavano il livello di rischio? C’è scappato il morto, ricordate?

Dov’era la Banca d’Italia quando è venuto fuori che a gestire la Cassa di Risparmio di Chieti (una delle quattro fallite) era un autista con la terza media?

Dov’era quando la Banca popolare dell’Etruria e del Lazio (salvata dal governo coi soldi dei risparmiatori, tra cui quelli del pensionato suicida) ha prestato 34 milioni di euro ad una società che doveva costruire yacht ma che è fallita prima di iniziare? 

Dov’era quando Massimo Bianconi, ex direttore generale della Banca delle Marche, veniva “congedato” dal Cda con una prima liquidazione, seguita da una riassunzione e da un’ulteriore liquidazione?

Distratta o in tutt’altre faccende affaccendata? Tipo informarsi quanto costa l’inserzione su un giornale per mettere alla pubblica gogna quattro pesci piccoli, mentre gli squali continuano a sguazzare tranquillamente in alto mare.

 

 

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