Lazio: lungo viaggio per rispondere ai perché della crisi (2)

Continua il nostro viaggio per analizzare la crisi della Lazio e i fallimenti della gestione Lotito. Eravamo rimasti a Candreva e Biglia che potrebbero lasciare la Lazio a fine stagione.

L’anno prossimo, senza nemmeno (salvo miracoli) l’Europa League, è veramente probabile che salutino la Capitale. Anche per fare cassa, visto che i bilanci di Lotito cominciano a vacillare. Ma non soltanto l’argentino e l’ala di Tor de Cenci sarebbero i principali indiziati a lasciare la Lazio. C’é anche Felipe Anderson. Già, proprio il brasiliano che l’anno scorso sembrava inarrestabile e che invece in questo campionato ha tirato i remi in barca. Lotito avrebbe confessato, in tribuna allo stadio Arechi (segue quasi più la Salernitana della Lazio) al presidente del Crotone, Pino Vrenna, di aver già ceduto il giocatore. Allo United per 60 milioni di euro. “L’ho comprato a 8 e lo rivendo a sessanta“, si sarebbe vantato il patron biancoceleste e granata. Resta da capire se sia stata la solita sparata senza senso per darsi arie (anche perché appare difficile che gli inglesi spendano tutti quei soldi per un calciatore che ha calato vertiginosamente il suo rendimento), oppure sia la verità.

Rimane il fatto che, dopo le tante promesse di allestire una rosa vincente entro due o tre anni, la Lazio rischia di ripartire da zero. Ancora una volta. E puntare sui giovani di belle speranze che ha in organico. Cataldi, Milinkovic-Savic, Hoedt, Kishna. Da soli, è evidente, che non possono bastare. E sarà nuovamente Pioli l’allenatore per fare da chioccia ai “baby”?

Se veramente dovessero partire i “big” (trattenuti quest’anno) si rivoluzionerebbe il progetto tanto decantato da Tare e Lotito. Ma potrebbe davvero diventare inevitabile, perché servono introiti assolutamente . E senza le coppe e senza spettatori, non resta che vendere. Proprio così, anche quello della campagna abbonamenti rischia di diventare un problema serio. Quest’anno le sottoscrizioni delle tessere sono crollate vertiginosamente, (poco più di 13 mila) e Lotito, passo dopo passo, stagione dopo stagione, sta cancellando la lazialità. Se poi ci mettiamo il fatto che, adesso, c’è la protesta della Curva Nord contro il prefetto Gabrielli e le barriere, lo stadio é desolatamente vuoto e i biancocelesti stanno finendo nel dimenticatoio. Senza che nessuno faccia nulla, una “sparizione” che sta divenendo inevitabile.

Questo però non succederà alla fine, perché il tifoso laziale esce sempre nei momenti di difficoltà. Abbandonato dal suo presidente, senza dubbio, risorgerà dalle proprie ceneri.

(Continua – 2)

Articoli correlati

*

Top