Lazio: lungo viaggio per rispondere ai perché della crisi (4)

Quarta puntata del nostro viaggio per analizzare i motivi (e i colpevoli) di questa crisi che stanno attraversando i biancocelesti. Crisi non solo di risultati, ma di identità.

Fuori i laziali dalla Lazio Per certi versi, questi, possono sembrare luoghi comuni. Ma purtroppo corrispondono alla verità assoluta. Perché riparlarne ora? Perché siamo arrivati ad un punto di non ritorno, dove il laziale, sta sparendo e ha perso totalmente entusiasmo. Non andare allo stadio e protestare contro le barriere in curva fa male e da fastidio di sicuro a Lotito, ma fa male anche ai tifosi stessi.

Punti di riferimento in società, per affrontare questo momento delicato, non ce ne sono più. Un giocatore, magari, cui identificarsi, un simbolo al quale aggrapparsi, un laziale nella dirigenza che possa portare avanti anche gli interessi e le aspettative del popolo biancoceleste e della squadra. Che ami, veramente questi colori. È rimasto il team manager Maurizio Manzini, ma da solo non ha certo il carisma per affrontare  un ambiente distrutto da lotte interne e col presidente.

Uno sguardo alla fine che hanno fatto i laziali in società con Lotito? 

Pronti via e l’imprenditore, dopo una prima fase di studio, inizia la sua scalata al potere. Non vuole biancocelesti nel club, oscurerebbero la sua persona e il suo ego. Caccia, in ordine, Volfango Patarca, re del settore giovanile italiano e scopritore incredibile di talenti, Paolo Negro giocatore della Lazio dal 1993; Felice Pulici alla Lazio dal 1970, Vincenzo D’Amico alla Lazio da quando era bambino, Bob Lovati alla Lazio dagli anni 50 e Paolo Di Canio, amico dei tifosi e della Curva.
Qui non si vuole denigrare e incolpare nessuno senza motivo. Ma di ragioni ce ne sono moltissime. Qui, quando la Lazio vince, si esulta come bambini, quando perde, si piange. A lungo andare, però il rapporto con il patron e il popolo capitolino è degenerato. Con i giornali che hanno dato sempre adito, spago e ragione a Lotito. Soltanto ora, lentamente, la stampa sta cambiando linea. Ma in quasi 12 anni sono stati fatti danni inenarrabili.

La Lazio è rimasta sola contro tutti: contro i poltici, la stampa e contro tutto il sistema che, in ogni modo, tenta di favorire la Roma.

Si è persa la voglia di sognare (non di vincere) per colpa di Lotito e si sta spegnendo la passione. Adesso basta però, la situazione deve cambiare.

Intanto, questa sera, la squadra di Pioli scenderà in campo contro il Galatasaray  per una partita fondamentale per il proprio futuro europeo.

Per il resto, tutto è rimandato alla prossima stagione, come al solito come tutti gli anni, quando manca proprio poco per fare il grande salto la Lazio viene meno, si ritrae e manca sempre l’occasione.

(Continua – 4)

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