La Repubblica, continuano (senza vergogna) le marchette alla Barilla

barilla, la repubblica

C’è una bella differenza tra un articolo giornalistico e un pubbliredazionale. Ma, evidentemente, a Repubblica non è così chiara, visto che continua a “confondere” i marchettoni a Guido Barilla con l’informazione: consigliamo vivamente i corsi di aggiornamento promossi dall’Ordine dei Giornalisti.

Non più tardi di dieci giorni fa Guido Barilla era già stato citato come “esperto” di alimentazione ecosostenibile e dieta mediterranea. Ma, evidentemente, non era sufficiente. L’altra volta, infatti, era solo un breve articolo a fondo pagina. Poca roba.

Stavolta, invece, al patron del colosso di Parma viene dedicata la prima pagina dell’inserto Affari&Finanza e due pagine interne, con tanto di intervista. A ‘sto giro Barilla non può dirsi che soddisfatto. Più di così che vuole?

In questo modo può dare sfoggio della sua competenza. Di sicuro la sua faccia è più espressiva di una pagina pubblicitaria con un chilo di fusilli, no? A ben guardare, però, dietro ai titoli che riprendono parole chiave come “made in Italy”, “Expo”, “pianeta” e tutto ciò che gli gira intorno, in realtà lo speciale “Primo Piano” di Repubblica non è altro che uno spot alla Barilla su quanto sono bravi e su quanto sono belli.

Nuovi mercati, previsioni di vendita, raddoppi di fatturato… Ah, già. Il libro “Eating planet” realizzato dalla Fondazione Barilla (sì, ne avevano parlato anche nell’articolo di dieci giorni fa) finalmente in distribuzione. Mica vorrete perdervelo? Costa 25 euro.

Ad ogni modo, nessuno vuole negare i meriti a Barilla e alla sua azienda, grande vanto nazionale in tutto il mondo. A quelli di Repubblica, invece, quando danno sfoggio delle loro indiscusse capacità “adulatorie” consigliamo quantomeno di aggiungere la dicitura “messaggio pubblicitario”, così almeno il lettore è avvisato.

 

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