Lazio: lungo viaggio per rispondere ai perché della crisi (5)

Sprofondo Lazio. Avevamo interrotto la nostra analisi sulla totale crisi biancoceleste per esaltare e dare il giusto spazio alla bella vittoria sul Galatasaray e alla qualificazione agli ottavi di finale di Europa League.

Capitolini unica squadra riuscita in questa impresa.

Passata l’euforia e, in attesa di rituffarsi nelle notti di coppe, la Lazio è però costretta a fare i conti con un campionato a dir poco fallimentare e con una sconfitta, l’ennesima, che sa davvero di resa.

La partita di ieri contro il Sassuolo, in una notte di pioggia e con uno stadio Olimpico deserto ancora una volta, è lo specchio della stagione biancoceleste. 

I disastri della difesa, con un Mauricio in formato film horror (forse anche peggio), rappresentano in pieno tutte le colpe di una società che ha gestito in maniera indecorosa il mercato. Da quello estivo, passando per la sessione invernale con l’arrivo del solo Bisevac, che negli ultimi 3 anni aveva giocato la bellezza di 5 partite.

Inutile prendersela con il reparto arretrato, le colpe di un simile disastro sono esclusivamente della società.

Pioli, a fine gara, ha dichiarato che la squadra “è obbligata a salvare la faccia perché siamo la Lazio”. Ma trovare gli stimoli dinnanzi a questo stato di cose deprimente diventa un’ardua impresa.

Il presidente Lotito continua nel suo lungo silenzio stampa immotivato, il diesse Tare a parlare di “troppe aspettative”. I giocatori sono ormai incapaci di reagire. Per non parlare dello spogliatoio che, almeno stando a quanto fanno trapelare i giornali, è spaccato.

Che fare ora? Come minimo, almeno per il rispetto dei tifosi, bisogna onorare la maglia e salvare, appunto, la faccia.

C’è ancora l’Europa League, è vero. Ma vincerla rimane un’impresa davvero dura. E poi il derby.

Scosse non servono più. La speranza é che questo anno da incubo finisca il prima possibile. Ma a giugno sono in molti i calciatori che potrebbero “scappare” da Roma.

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