La “vendetta” della Lazio: fuori dallo stadio il cronista “scomodo”

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Come sono bravi nella Lazio a censurare e punire qualsiasi giornalista che osi solamente (anche in minima parte) criticare l’operato della società. Sono i numeri uno in questo. Se poi, vengono svelati alcuni retroscena scomodi, come risse o battibecchi, allora non ti fanno nemmeno entrare allo stadio.

Ne sa qualcosa Emiliano Bernardini, giovane e stimato giornalista de “Il Messaggero”, uno dei pochi cronisti “liberi”, cui ieri è stato negato l’accredito stampa nella partita contro il Sassuolo. Il motivo? La sua colpa è stata quella di fare il proprio mestiere, ovvero divulgare una notizia, esclusiva, che era riuscito a procurarsi: la lite furibonda tra Tare e Candreva (e poi con Klose).

Proprio così e siccome il collega del Messaggero ha riportato l’accaduto nei minimi dettagli, il club gli ha negato l’accredito in Tribuna Stampa. Ma lo stesso club ha preferito non motivare, in alcun modo, questa singolare (e assurda) decisione.

Il diesse albanese, intervistato e interpellato sulla presunta lite con il centrocampista della Nazionale, ha glissato, sostenendo che si è trattata solamente di un’invenzione giornalistica. Ma la sua frase “ho ricevuto un messaggio da un cronista che si complimentava per il passaggio del turno e gli ho detto che qualcuno, di lì a poco, avrebbe inventato qualcosa”, lascia abbastanza basiti. Perchè mettere subito le mani avanti su una cosa che in realtà non sarebbe mai successa? C’è il sospetto di una vera e propria spiata.

D’altronde, dalle parti di Formello, funziona così. O appoggi in toto l’operato della dirigenza, oppure, se osi contestare o fare emergere che il clima all’interno degli spogliatoio non è dei migliori, vieni “punito”. E ti negano l’accredito stampa che ti spetta di diritto.

Bernardini, uno dei pochi che non ha mai avuto alcun timore a schierarsi, quando era necessario e giusto, contro la società, non ha quindi potuto seguire la partita contro il Sassuolo all’Olimpico.

Per adesso non ha voluto rilasciare alcuna dichiarazione. Ma è chiaro che questo spiacevole episodio non è certamente terminato ieri sera. Intanto è arrivata per lui la solidarietà dell’USSI (unione stampa sportiva italiana) e del suo presidente romano (e romanista) Jacopo Volpi. “Negare ad un giornalista la possibilità di entrare allo stadio e svolgere il proprio lavoro è sicuramente il modo peggiore che la Lazio poteva scegliere per far sentire la propria voce”.

 

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Un Commento

  1. mirko said:

    il tuo articolo mi sembra troppo di parte. bernardini non ha raccontato di una lite furibonda, bensì ha descritto minuziosamente, e senza prova riscontrabile, un fatto avvenuto nello spogliatoio di istanbul. ha parlato di ‘mani sul collo’… se non hai persone pronte a testimoniarlo, è giornalisticamente gravissimo scrivere una roba del genere. non contento ha aggiunto della rissa del pre galatasaray in casa, altro fatto smentito da chiunque lavora nella lazio, non solo i giocatori. l’esclusione dalla tribuna stampa potrebbe essere un provvedimento troppo severo, ma valuta il fatto che la lazio è sempre una società quotata in borsa e non può esistere che la mattina il primo che si sveglia scrive quello che vuole, in maniera superficiale, magari sulla base di un’imbeccata di qualche ‘informatore’. certe storie vanno verificate accuratamente

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