La certezza: il tifo “caldo” condiziona gli arbitraggi

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Tifo e tifosi sono il fulcro del calcio. Il motore che lo aziona e che lo rende vivo. Da sempre è così. Eppure c’è ancora chi sostiene che non siano componenti essenziali e vorrebbe ridurre e trasformare lo stadio in teatro.

A fugare ogni dubbio (se ancora ce ne fosse bisogno), è stato uno studio pubblicato sull’International Journal of Sport and Exercise Psychology di un team spagnolo, che ha analizzato il fenomeno.

Se volete aiutare la vostra squadra, andate allo stadio e fate più baccano possibile”. No, non è uno slogan, ma quanto scrivono gli autori del lavoro. E a sostenere questa tesi, dunque, sono professionisti e non ultrà. Chissà come la prenderà il prefetto di Roma Franco Gabrielli che, invece, ha deciso, applicando misure di sicurezza esagerate e insensate, di tarpare le ali ai tifosi.

Supporter che, con i loro cori di incitamento, vanno ad influire non solo sui calciatori, caricandoli o intimorendoli a seconda del tipo di messaggio lanciato, ma anche sugli arbitri. Proprio così. Non è mai stato un segreto: il casino da stadio influisce pure sulle decisioni dei direttori di gara.

Già in passato era stato dimostrato quanto gli arbitri tendessero ad assegnare più calci di punizione e cartellini in favore della squadra di casa, ma non era mai stato chiarito se questo dipendesse dal fatto che, semplicemente, la formazione in trasferta tendesse a commettere più falli.

Gli autori della nuova ricerca non si sono limitati solamente ad analizzare la distribuzione dei calci di punizione assegnati alla squadra in casa e a in trasferta, ma hanno esaminato anche quanto severamente gli arbitri punissero i falli stessi.
E i risultati sono stati evidenti. I fischietti sono più propensi a tirar fuori cartellini gialli o rossi per punire i giocatori del team ospite, specialmente in presenza di un alto numero di tifosi della squadra casalinga. Altre variabili, come l’esperienza dell’arbitro o la presenza di una pista d’atletica a separare il campo da gioco dagli spalti, sembrano non avere alcun effetto sulle decisioni arbitrali.

Se il pubblico protesta, dunque, i direttori di gare vengono chiaramente influenzati. Ecco perché, in alcuni stadi considerati “caldi” (come in Turchia, Serbia, Grecia, ma anche Inghilterra) vincere in trasferta è sempre un’impresa. Ed ecco anche perché, ormai, espugnare l’Olimpico, è ormai diventato un gioco da ragazzi…

 

 

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