Renzi e Zingaretti visitano l’IRBM (dove è stato messo a punto il vaccino anti-ebola)

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Oggi il presidente del Consiglio Matteo Renzi, insieme al presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti, si è recato in visita ai laboratori di Pomezia della IRBM Science Park SpA, Centro di eccellenza nel campo della ricerca biologico-molecolare.

Entrambi sono stati accolti da Piero di Lorenzo, presidente e proprietario del parco scientifico, che li ha accompagnati nel giro tra le sofisticatissime apparecchiature dell’Istituto.

In quei laboratori , tra l’altro, è stato messo a punto il vaccino anti-ebola: un traguardo che ha ridato la speranza a Paesi come la Liberia, la Guinea e la Sierra Leone annientate dall’epidemia del virus e che ha ricevuto il sostegno concreto dell’Organizzazione Mondiale della Sanità.

L’Irbm è nata nel 1990 da una joint venture tra due colossi del farmaco: Merck e Sigma Tau. Obiettivo comune era raggiungere nuovi traguardi nel campo della virologia, dell’ingegneria genetica e delle biotecnologie. Un team di ricercatori competenti e motivati arrivarono ben presto nel Lazio da ogni dove.

E, con loro, anche i primi successi: è nei laboratori di Pomezia, infatti, che viene scoperta la molecola dell’Isentress, un farmaco per la terapia dell’Aids, una novità farmacologica senza precedenti.

Tuttavia, nel 2009 la Merck , nell’ambito di un programma di riorganizzazione delle proprie strutture di ricerca all’estero, decise di chiudere il Centro di Pomezia . . A salvare l’azienda – dal valore inestimabile dato il know how e le apparecchiature scientifiche all’avanguardia su cui poteva contare – fu, appunto, Piero di Lorenzo che la acquistò e proseguì l’attività di ricerca sui vari filoni nei quali gli scienziati dell’Irbm erano apprezzati a livello mondiale

L’Irbm vanta anche un laboratorio Gmp (Good Manufacturing Practices), dove si producono adenovirus che vengono poi utilizzati nelle ricerche di terapia genica di vaccini.

Con l’Istituto Superiore di Sanità e il Cnr è stato creato anche il consorzio Cnccs da cui è nata la “Banca europea dei composti molecolari” per raccogliere e conservare decine di migliaia di molecole (scoperte, ma mai sviluppate) e metterle a disposizione di aziende, laboratori, università che ne abbiano bisogno per le loro ricerche. Un servizio innovativo, unico nel nostro Paese.

Il consorzio, finanziato dal Ministero della Ricerca e da importanti Fondazioni internazionali , lavora anche sulle cosiddette “malattie rare e della povertà” (malaria, tubercolosi, Dengue, huntington ) che affliggono tante, troppe persone nelle aree più svantaggiate del pianeta, ma il cui sviluppo di farmaci e vaccini è carente dato lo scarso interesse economico da parte delle grandi aziende farmaceutiche.

Ma non per la Irbm che punta a mantenere l’eccellenza nel campo dell’innovazione scientifica e della ricerca per “costruire il futuro”.

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