Storace: “Marò a casa o chiudiamo ristoranti indiani”

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Francesco Storace, candidato sindaco de La Destra, ha proposto la chiusura dei ristoranti indiani in caso di mancata liberazione dei due marò. Ma parla seriamente?

Durante l’apertura della campagna elettorale al Quirinetta, ha annunciato che se fosse eletto sindaco di Roma, la prima cosa che farebbe sarebbe convocare l’ambasciatore indiano per chiedere il rilascio di Salvatore Girone (attualmente trattenuto in India nell’ufficio militare dell’ambasciata italiana) e risolvere così la questione dei due fucilieri della Marina sotto inchiesta per l’omicidio di due pescatori da ormai 4 anni.

Ma a questo punto Storace si fa perentorio: se entro dieci giorni non ci sarà la loro liberazione, i ristoranti indiani verranno chiusi. Basta riso al curry e pollo tandoori. «Perché al ricatto – ha aggiunto – si risponde con la fierezza e con la dignità».

Sicuramente il candidato sindaco sa quanto all’elettorato stia a cuore la sorte dei due fucilieri e pensa che la risoluzione finale della questione sicuramente avrà presa sulle coscienze. Ma non dovrebbe forse preoccuparsi di essere credibile?

La sua, assicura, sarà «una campagna elettorale di popolo» quello stesso popolo di destra che, ne è sicuro, «sceglierà, col voto disgiunto, il candidato più serio che c’è».

Giorgia Meloni, intervistata stamattina su SkyTg24, ha scosso la testa di fronte alla notizia dicendo che la questione merita un approccio diverso e decisamente più ponderato.

 

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