Immigrazione: la tubercolosi contagia i marinai. Domani i civili?

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L’immigrazione incontrollata infetta i nostri militari. Domani toccherà ai civili?

Secondo l’agenzia di stampa AdnKronos, infatti, sono una decina i marinai impegnati nella missione “Mare Nostrum” risultati positivi alla tubercolosi. La Sicilia è stata abbandonata dall’Italia. L’Italia è stata abbandonata dall’Europa.

Prima o poi doveva accadere e questo lo sapevamo. Come già affrontato nell’articolo del 18 aprile scorso, infatti, la Marina Militare stava già intraprendendo alcune misure per prevenire il contagio dei propri militari impegnati nelle operazioni di sbarco. I militari, poi, molto spesso hanno dovute acquistare coi propri soldi gli equipaggiamenti base per la prevenzione. Ma ormai, le mascherine e i guanti indossati dai marinai, si sono rivelate inefficaci.

Dalla Marina Militare provano a ridimensionare il pericolo: “Nessuno di questi casi è in fase attiva o contagiosa, sono risultati positivi a questo screening precauzionale e continuano a lavorare. Quindi nessun campanello d’allarme perché in operazioni così complesse e dove sono impegnati migliaia di uomini questo dato è fisiologico”.

La piaga degli sbarchi sulle nostre coste è degenerata. L’Italia, con la notizia del contagio dei militari, dimostra di non essere in grado di fronteggiare un fenomeno che riguarda inevitabilmente tutto il continente europeo. E invece no, la grana dell’immigrazione incontrollata siamo costretti a gestircela da soli. Non è un caso che una delle direttive europee scarica gran parte delle responsabilità sui paesi che per primi accolgono i migranti. E l’Italia, per la sua posizione geografica, da questo punto di vista è condannata.

I numeri testimoniano questo periodo di emergenza assoluta: sabato sera sono sbarcati a Pozzallo 422 immigrati; 470 sono quelli ospitati nel centro di accoglienza di Pozzallo, quando potrebbe ospitarne solo la metà; altri 211 ne sono sbarcati ieri. E sono numeri, questi, che ogni giorno devono essere aggiornati, rischiando di vedere aumentata la tragica cifra riguardante i decessi: qualcuno perde la vita nelle acque del Mediterraneo, qualcun altro trova la morte a bordo dei mezzi di fortuna diretti in Italia.

L’immigrazione incontrollata non riguarda solo la Sicilia. In un’intervista di qualche settimana fa, il sociologo Marzio Barbagli denuncia il nesso tra l’aumento della criminalità nell’Italia centro-settentrionale e il continuo arrivo di immigrati in quest’area.

Oltre a rappresentare un rischio per la stagione turistica (molti dei migranti vengono fatti alloggiare in strutture come alberghi e agriturismi in varie zone d’Italia), l’immigrazione si conferma un pericolo sanitario. L’aumento dei casi di scabbia, tubercolosi e meningite stanno gettando nel panico la popolazione di Pozzallo e di tutta la Sicilia.

L’isola della trinacria, da perla e risorsa fondamentale per l’Italia, sta diventando un lazzaretto pronto ad esplodere. Il suo grido di aiuto deve arrivare all’Italia intera. Un’Italia sempre meno ascoltata in Europa.

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7 Commenti

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  2. paolo said:

    Politici falsi e ipocriti insieme all’imbecille del secolo il S.Padre….
    mettete questi imbecilli di emigranti dentro le vostre case .

  3. Pingback: Sbarchi di clandestini: dopo la tubercolosi, la rivolta

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