Roma: i motivi della rinascita (parte 2)

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Dopo aver analizzato le dinamiche e i giocatori che compongono il centrocampo romanista, è opportuno valutare la difesa, provando a capire quali siano le debolezze e i punti di forza.

Giocatore simbolo della difesa giallorossa è senza dubbio Kostas Manolas, titolare della nazionale greca; un difensore completo, capace di essere un blocco fisico per gli avversari, un ottimo anticipatore e un leader che guida e dà posizioni durante situazioni scomode. Accanto a lui troviamo Antonio Rùdiger, soprannominato dai tifosi “Tonino Ruvido”, giocatore di sostanza che, purtroppo per Spalletti, continua a sbagliare spesso qualche atteggiamento e a regalare qualche pallone di troppo agli avversari. Il terzo di questa difesa giovane, ma competitiva, è il neoacquisto Ervin Zukanovic, difensore utile al sistema di gioco dei capitolini e in grado di fare anche il terzino sinistro. Sulla sinistra troviamo Lucas Digne ex PSG, terzino più utile nella fase difensiva che in quella offensiva, ma dotato di un tiro preciso e una grande abilità nel mettere cross perfetti da fondo campo. Sulla destra agisce invece Alessandro Florenzi, il nazionale che mette cuore sul campo per la “sua” Roma e che ha sempre garantito un’ottima presenza in area di rigore, segnando anche qualche rete importante.
Come in tutti gli altri reparti, la Roma può contare anche in difesa su ottimi giocatori di esperienza come Maicon Sisenaldo e Vasilios Torosidis. Il primo viene spesso utilizzato dal tecnico di Certaldo e rappresenta una sicurezza per tutta la squadra creando – nonostante la non più tenera età – molta apprensione nelle difese avversarie per la sua velocità nel cambio passo e le sue qualità nel tiro. Torosidis, capitano della Grecia e uomo spogliatoio, torna da un periodo di inattività, ma sicuramente sarà capace di fare la differenza nel momento più opportuno.
Come in ogni grande squadra che si rispetti, il portiere è un ruolo fondamentale e la Roma lo sa. Il primo portiere, Wojciech Szczesny, ex Arsenal e portiere titolare della Polonia, dà sicurezza al reparto difensivo e garantisce un gran numero di interventi efficaci ai capitolini. Morgan De Sanctis, invece, dopo anni di onorata carriera, ha capito che forse fare il secondo non è così male e spesso lo si trova a divertirsi in panchina con il “Pupone”.
Sicuramente la difesa andrà migliorata nella prossima sessione di mercato, ma per adesso “Lucianone” non si può lamentare della base da cui si sta partendo e dell’impegno che ci stanno mettendo anche i nuovi acquisti.

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