La Corea del Nord controlla il web: come l’Occidente

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Allarme e indignazione per la dittatura di Kim Jong-un che in Corea del Nord aumenta il controllo della rete internet dei sudditi: peccato che lo stesso sdegno non si alzi quando ci accorgiamo che anche in Europa siamo altrettanto spiati e controllati da altre potenze.

L’ultimo report è stato diffuso da Amnesty International che ha denunciato l’intensificazione dei controlli, della repressione e delle intimidazioni nei confronti dei nord-coreani che, per cercare di contattare via telefono cellulare i loro parenti fuggiti all’estero, rischiano di finire nei campi di prigionia politica o in centri di detenzione a scopo di riabilitazione. Le chiamate internazionali sono state vietate agli oltre tre milioni di abbonati al gestore nazionale di telefonia mobile. L’utilizzo della rete internet, invece, è riservato agli stranieri e a pochi selezionati nord-coreani, un po’ come il sistema sanitario nei civilissimi Stati Uniti d’America dove le cure pubbliche non sono universali.

Ma che cattiva questa Corea del Nord dove si viene imprigionati solo per mettersi in contatto con parenti ed amici che si trovano in un altro Paese. Occorre sperare che non sia una bufala anche questa come successe per il capo delle forze armate, giustiziato – secondo i principali mezzi di informazione italiani – lo scorso maggio dai vertici del regime nord coreano, colpevole di essersi addormentato alla parata militare.

Certo l’oppressione politica in Corea del Nord esiste ed è tipica dei regimi dittatoriali, non molto diversa da quella esercitata in Cina con la quale però ogni Paese democratico occidentale non si rifiuta di fare affare. E proprio dal Paese del Dragone, sempre secondo Amnesty International, arriverebbero di contrabbando gli smartphone o altri apparecchi tecnologici utilizzati per “connettersi” con il mondo libero.

Già, ma quanto è libero il mondo occidentale? Ognuno tragga le sue conclusioni, ricordando però che sono passate solo poche settimane dall’ultimo scandalo che ha svelato lo spionaggio di Silvio Berlusconi, all’epoca premier in carica, e di altri leader di governo europei ad opera dei servizi segreti americani. Amnesty International che dice a riguardo?

 

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