Gubitosi taglia a tutti, tranne che alla fiction

Gubitosi

Luigi Gubitosi non finisce mai di stupire. L’unico direttore generale della Rai che, per sua stessa ammissione, non riesce neppure a farsi ricevere dal Presidente del Consiglio dei Ministri che gli ha tolto 150 milioni dal canone, continua a beatificare le sue imprese in viale Mazzini: taglierò qui, taglierò lì, taglierò dappertutto. Meno che alla Fiction e a Rai News.

Anzi, nel piano di riprevisione della più ricca delle direzioni, quella affidata a Tinni Andreatta, sono perfino saltati fuori 3,4 milioni in più: il budget a disposizione non è più di 197,120 ma di 200,520 milioni. Un modo molto singolare di fare risparmi. Ma si sa, la signora Andreatta, come la signora Monica Maggioni di Rai News (a cui le risorse sono state addirittura raddoppiate, malgrado i pessimi risultati ottenuti), fa parte degli “intoccabili”. Eh, già, la grande protettrice della Lux Vide fin dai tempi in cui era una semplice capostruttura, non può essere trattata come gli altri direttori più o meno sfigati. Lei deve poter continuare a distribuire a piene mani alla famiglia Bernabei, ci mancherebbe altro.

In una grottesca intervista al “Corriere della Sera”, poi, l’ineffabile Gubitosi rilancia anche la sua immagine di fustigatore del malaffare. “Noi abbiamo fatto –le sue parole- un’opera importante di moralizzazione…innescato un meccanismo virtuoso”. Ma certo, come no.

Rinfreschiamogli la memoria. Sulle tangenti denunciate da Piero Di Lorenzo? Macchè, bisognava attendere il giudizio della magistratura, non è vero? E Chiara Galvagni, intanto, poteva restare tranquilla al suo posto (ce ne occupiamo, nei particolari, in un altro articolo). E su quel simpatico personaggio di Marco Simeon, che ci dice? Perché ha ritenuto di doverlo spingere fuori dall’azienda, ma riconoscendogli contemporaneamente una ricca consulenza per fare finta di occuparsi dei Mondiali di Calcio e delle Olimpiadi in Brasile? E quella ricca consulenza, dopo che sono emersi i traffici dell’Opus Rai, l’ha interrotta? E della fiction che ha avuto come coprotagonista la figlia del consigliere De Laurentiis, se n’è per caso occupato? Lei che è così attento alle procedure, ha forse disposto un “audit” per capire come era stata possibile una schifezza del genere? E, sempre in tema di possibili “audit”, un’indaginina sulle fiction della Lux Vide, l’ha per caso ordinata? Non ci risulta. Forse perché gliel’ha sconsigliata quel consulente di Simeon proveniente dall’Opus Dei che di nome fa Pippo Corigliano e che continua ad essere un assiduo frequentatore dei suoi uffici? E un accertamentino sui megadiritti riconosciuti al suo direttore del Centro di Produzione napoletano, Francesco Pinto, per “La strada dritta”?

Saremmo lieti di pubblicare la sua versione “moralizzatrice”, dottor Gubitosi.

 

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