Lazio: ululati, razzismo (?) e furbate dei giocatori 

Alla fine per la Lazio potrebbe arrivare una mazzata. Di che dimensioni ancora è presto per dirlo.

Nonostante gli ululati siano arrivati da una ventina di tifosi (alcuni erano del Wisla Cracovia e non conoscevano i rischi che correva il club) su una rappresentanza di 1500 supporter, l’UEFA é pronta a punire i biancocelesti e ha aperto un’inchiesta.

D’altronde, non ha mai avuto alcuna simpatia per la squadra capitolina (vi ricordate il precedente clamoroso con Fenerbahce?).

Il prossimo 22 marzo se ne saprà di più. Come riporta La Repubblica, nell’occasione sarà presentata la memoria del delegato cui seguirà quella della Lazio. Cosa rischia il club? Da una semplice multa di 100mila euro (come anticipato ieri), alla chiusura dell’Olimpico per due turni (quindi i potenziali quarti e le semifinali). Che sarebbe davvero deleterio per le sorti europee degli uomini di Pioli.

Ora qui, su questo discorso, sugli ululati, si potrebbe disquisire a lungo. Si tratta davvero di razzismo? O è solo una presa in giro? È giusto che vengano penalizzati squadra e tifosi per colpa di 20 persone?

E poi c’è un tasto dolente, che quasi nessuno affronta. Va bene sospendere la partita, ma lo deve decidere l’arbitro e non il giocatore. Non può accadere che un Costa qualunque induca il direttore di gara a bloccare la gara. Perché questo atteggiamento, in certi casi, può anche essere un’autentica furbata da parte di alcuni giocatori di colore. E diventare scorretto.

Adesso che si incrocino le dita, sperando che per una volta la UEFA sia bonaria con la Lazio. E che la si smetta per sempre con gli ululati che, presa in giro o no, ormai sono vietati e penalizzano i biancocelesti.

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2 Commenti

  1. Ernesto said:

    Mi sembra che il tifo per una squadra possa annebbiare la mente di chi scrive. Purtroppo la maggioranza dei tifosi della Lazio sono razzisti

    • Paolo SignorelliPaolo Signorelli said:

      Non è assolutamente così Ernesto. Ci sarebbe d dibattere a lungo su questo argomento. E poi l’articolo affronta il tema da un altro punto di vista…

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