Tragedia a Quartu: bambino muore facendo una rovesciata 

Una tragedia difficile da raccontare. Una storia straziante, quasi inimmaginabile. Quando muore un bambino è sempre un colpo al cuore per chiunque, quando un padre assiste alla perdita del proprio figlio in diretta, lì davanti ai suoi occhi, significa che il destino è stato troppo beffardo per accettarlo.

Luca Pusceddu, 10 anni, è morto ieri pomeriggio, a Quartu, in un campo di calcio, mentre provava a fare una rovesciata. Dinnanzi allo sguardo incredulo del papà.

Un sorriso che gli illuminava il viso e quella faccina sopra la maglietta bianca col numero 8 che nessuno potrà mai dimenticare.

Come riporta la Nuova Sardegna, “erano le 17,20 quando Luca, mai sazio del gioco, “malato” di calcio, finito l’allenamento ha continuato a tirare in porta, con qualche compagno della sua squadra categoria Pulcini”. Ad un tratto è successo l’impensabile. Il bambino ha tentato una rovesciata, ma ha perso l’equilibrio ed è caduto pesantemente sull’erba sintetica. Ha battuto forte la testa Luca e non si è più mosso. 

Papà Marco lo ha guardato, proprio in quel preciso e fatale istante, mentre saliva in cielo per colpire il pallone come solo i campioni sanno fare. Qualche frazione di secondo per capire cosa fosse realmente successo e una corsa disperata per tentare di rianimarlo con la respirazione bocca a bocca. L’ambulanza è arrivata subito, ma per il piccolo calciatore non c’è stato nulla da fare. Se ne è andato lì, su quel prato verde che per lui era tutto.

Inutile raccontare le urla e i pianti dei presenti, la disperazione del papà che ha visto il proprio figlio morire, della mamma arrivata poco dopo.

Domenica scorsa Luca aveva partecipato al torneo “Gazzetta Cup” e si preparava al grande evento di maggio, un torneo con 200 squadre organizzato dalla società nei campi di Quartu. È quella che doveva essere una competizione in cui si doveva esibire, diventerà adesso in memorial in suo onore. Come sa essere crudele, a volte, la vita.

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