Sky Italia, addio Roma: in arrivo la chiusura di via Salaria?

Sky Italia – dopo la fusione con le consorelle di Germania e Inghilterra consumata un anno e mezzo fa – sembra sempre più intenzionata a ridurre drasticamente il personale o a trasferire la sede romana a Milano.

È un clima di grande preoccupazione quello che si respira in via Salaria 1021: da un paio di anni, infatti, neanche un investimento ha riguardato la sede romana di Sky Italia, ex culla dell’ormai affermato Sky Tg24. In molti attribuiscono la mancata strategia economica al drastico calo di abbonamenti dovuto alla politica del risparmio che ha fatto perdere i diritti televisivi per la Champions League dal 2015 al 2018.

Alla perdita dei diritti della Champions, poi, non hanno di certo adeguatamente controbilanciato nè l’acquisizione della Formula 1, nè il campionato di moto mondiale che avrebbero dovuto sanare la mancata crescita per il raggiungimento dell’obiettivo dei fatidici 5 milioni di abbonati.

L’ombra del trasferimento degli uffici, inoltre, si è allungata sui dipendenti di Roma dal momento che, durante la presentazione del Piano Industriale ai sindacati, la stessa azienda non ha fatto mistero di aver avviato la costruzione della terza palazzina a Santa Giulia nel polo Sky Italia di Milano. Sei anni fa proprio la zona in cui attualmente sono presenti gli uffici era stata sequestrata dopo che le analisi avevano riscontrato l’acqua avvelenata da sostanze nocive per l’ambiente e la salute, anche cancerogene e dannose per la fertilità e la gravidanza, a causa dello smaltimento di rifiuti tossici.

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Anche per questo, dunque, le 500 famiglie dei lavoratori di Sky Italia sono preoccupate, oltre al futuro sempre più incerto che potrebbe rappresentare la fine di quel sogno iniziato nel 1997 con l’allora Stream. Negli ambienti di Sky Italia circola con sempre più insistenza l’ipotesi secondo cui a Roma verrebbe lasciata solamente una piccola sede di rappresentanza in centro, nei pressi dei palazzi della politica, dove trasferire gli studi per il Tg. L’ipotesi di trasferimento a Milano, ovviamente rappresenterebbe un’opzione di fronte alla quale molti dipendenti potrebbero preferire addirittura la rinuncia del proprio posto di lavoro.

In attesa di saperne di più, molti dipendenti hanno confessato di lavorare con un clima pesante in cui è meglio non avanzare interrogativi sul proprio futuro lavorativo e professionale.

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