Cocaina in ambulanza: all’Umberto I la cricca dell’autoparco

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Nessun ferito, nessun organo: nell’ambulanza che sfrecciava per le strade di Roma, che partiva e tornava dal Policlinico Umberto I, veniva trasportata cocaina.

Tutto è partito da un esposto anonimo nel 2013 da cui poi sono partite le indagini presentato alla polizia da un ex dipendente che si è detto «vessato dai colleghi e nauseato da quello che accadeva all’autoparco». Proprio nell’autoparco si era creata una vera e propria cricca che non solo dettava legge, ma gestiva il traffico di droga senza farsi alcuno scrupolo nell’utilizzare vetture di servizio come l’ambulanza o le macchine destinate al trasporto di feriti o di organi. In alcune delle intercettazioni si sente uno dei corrieri della droga che viene richiamato al Policlinico Umberto I per quella che dovrebbe essere la sua attività principale: «Gianfrà dove sei? Sbrigati che devi tornare subito, qui serve l’ambulanza».

Ma le automobili venivano anche impiegate per semplici capricci a fini personali come delle passeggiate nel centro storico di Roma o per raggiungere il centro estetico. Oltre alle vetture utilizzate per gli spostamenti dei pazienti da un padiglione all’altro, di una ditta che da sei anni lavora con l’appalto scaduto – venivano sfruttati abusivamente anche per andare dall’estetista o al mercato per fare la spesa. L’autista dell’ambulanza – corriere della droga – è stato filmato dagli inquirenti mentre vendeva la droga nella zona di San Basilio dopo aver raggiunto i clienti a sirene spiegate, non solo per fare presto, ma soprattutto per camuffare la sua reale missione.

La corruzione denunciata da Raffaele Cantone pochi giorni fa è presente anche all’interno di un’importante struttura ospedaliera come l’Umberto I: dalle indagini, infatti, sarebbe emerso come venivano promessi posti di lavoro nelle cooperative interne al policlinico in cambio dei classici favori. Il bilancio, per il momento, è di tre persone ai domiciliari, quattro sospese dall’esercizio del pubblico ufficio e sette indagati. Tra i reati ipotizzati ci sono la truffa e il peculato.

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