Luigi Gubitosi e le marchette compassionevoli

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Don Abbondio, Luigi Gubitosi e Francesco Schettino nel Pantheon della codardia nazionale

Il nostro “eroe”, che era stato catapultato a “sgovernare” la Rai in virtù dei meriti acquisiti per i servizi resi in Wind (dopo essersi candidato, inutilmente, a guidare l’Eni, l’Enel, Terna, le FS e la qualunque. E, fortunatamente per l’Italia, respinto ad ogni avance) sentiva di essere caduto nel famigerato “cono d’ombra”.

Il nostro don Abbondio, che ormai ha guadagnato un posto di diritto nel Pantheon della codardia nazionale, superando di slancio i vari Schettino, per la gestione disgustosa della vicenda di Piero Di Lorenzo e della Ldm (comprensiva di colpevole acquiescenza nei confronti dei poteri mafiosi della Capitale), sentiva giustamente di essere irrimediabilmente uscito dal giro che conta.

Nel frattempo la società che gli gestisce (faticosamente) l’immagine e la “reputazione” su Internet – sempre più in difficoltà – reclamava qualche marchetta mediatica da utilizzare per tenere lontane le notizie che montavano sulle sue gesta imbarazzanti e vergognose in Rai.

Ecco allora il soccorso del collaudato marchettificio messo in piedi dal duo Esclapon/Lucchini nei ruggenti anni del potere nell’Azienda televisiva di Stato.

Non c’era materiale che avesse il minimo appeal mediatico? Non importa. Un bravo manipolatore se lo inventa e sa “motivare” qualche giornalista amico inconsapevole o marchettaro. Non sappiamo a quale delle due categorie iscrivere Carlo Cinelli e Federico De Rosa, che hanno dedicato una colonna con foto ispirata sul Corriere Economia dello scorso 14 marzo al “ritorno di Gubitosi”.

E su quale grande notizia hanno appoggiato cotanto titolone? Eccola: Luigi Gubitosi ha organizzato un convegno in qualità di presidente italiano dell’Associazione degli ex alunni dell’Insead di Fontainebleau, con una serie di partecipanti ignoti (anche ai propri condomini) ed è diventato perfino “operating partner” del Fondo di private equity Advent.

Abbiamo fatto una ricerca per vedere quanto spazio avevano dedicato i signori Cinelli e De Rosa agli ingressi di partner in Advent ed agli altri soci delle aziende di private equity. Stendiamo un velo pietoso.
Diamo per buono che i due siano stati solo lo strumento inconsapevole di una marchetta tanto stupida quanto inutile a favore di un ex personaggetto in disarmo.

Anche perché sono stati surclassati nel campionato della piaggeria più servile dalla collega Valeria Arnaldi che, su Il Messaggero del giorno dopo, il 15 marzo, gli ha dedicato mezza pagina sbavante con tre foto sprizzanti entusiasmo e gioia di esserci insieme ai suddetti signori ignoti anche ai loro condomini.

La mitica Valeria Arnaldi ha utilizzato tanto spazio del paludato giornale romano per riportare virgolettato il pensiero profondo e le preziose perle distillate dell’eccezionale ex alunno Gubitosi che non potevano restare sconosciute al grande pubblico: “le start up sono il segno della vitalità dell’economia” e “un ecosistema favorevole si crea pure con lo studio”. Ma dai?

Come minimo una tale giornalista merita il premio Pulitzer o, meglio, che le venga fatta pulizia nel cervello in merito al senso dell’etica professionale con uno “shampoo” del direttore.

Ma sicuramente questo intervento non arriverà perché siamo certi che il committente dello scoop giornalistico è quell’Osvaldo De Paolini noto alle cronache giudiziarie proprio per alcuni trascorsi professionali in perfetta coerenza con il marchettone a Luigi Gubitosi.

Ora ci aspettiamo solo di veder apparire un “pezzo” su L’Espresso a firma di Denise Pardo che sbricioli ogni concorrenza in tema di osannante ed ispirata sponsorizzazione del don Abbondio nazionale.

Se ciò non dovesse accadere significherebbe che la compagna di merende ed agiografa ufficiale di Gubitosi , già mandante dell’incursione marchettara di quel poveraccio di Claudio Pappaianni, sarebbe in crisi nel suo giornale. Sarebbe la prova che l’avvicendamento del direttore de L’Espresso le ha tolto – oltre che spazio redazionale – anche la possibilità dell’uso del giornale per i propri (non encomiabili) fini personali.

Aspettiamo per vedere e nel frattempo siamo certi che il Corriere della Sera e Il Messaggero si occuperanno di tanti altri illustri ex allievi in convegno, dalla Nunziatella di Napoli alla Bocconi di Milano, dal Liceo Mamiani di Roma alla scuola Radioelettra di Torino.

E poi si lamentano che i giornali perdono autorevolezza e copie.

 

 

 

 

 

 

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2 Commenti

  1. Pingback: Gubitosi disoccupato mendica attenzioni a destra e a manca

  2. Paola Masini said:

    Sarebbe veramente incredibile che un fatto così irrilevante possa trovare spazio su alcuni dei più diffusi quotidiani nazionali, se non sapessimo come funziona il sistema mediatico italiano. E se non avessimo verificato come questi stessi giornali e giornalisti non abbiano ritenuto di alcun interesse i metodi di gestione dell’azienda adottati dall’ex direttore generale e dal gruppo di comando che ha “governato” la Rai in stretta collaborazione con lui. Con le conseguenze devastanti sull’ azienda e sulla sua immagine, oltre che sulla vita di tante persone, che L’Ultima Ribattuta, avendo il merito di unica voce fuori dal coro, è riuscita a far conoscere solo in parte.

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