Ignazio Marino, naso lungo e faccia di bronzo, verso il processo (con Alemanno)

ignazio marino, gianni alemanno
Gianni Alemanno e Ignazio Marino

Guai giudiziari per gli ultimi due sindaci della Capitale: Gianni Alemanno e Ignazio Marino sono imputati contemporaneamente, in due processi separati. Il primo per corruzione e finanziamento illecito. Il secondo, invece, rischia di finire davanti al giudice per peculato, falso e truffa (ma solo perché la faccia tosta non è ancora reato).

Vi ricordate di quando venne fuori la storia che Ignazio Marino fu cacciato in malo modo dalla prestigiosa University of Pittsburgh Medical Center per una brutta storia di note spesa truccate?

Lui, croce sul cuore, assicurò che si trattava solo di un malinteso: «fui io stesso ad accorgermi di alcune imprecisioni e a comunicarle all’amministrazione» – replicò impermalito.

Peccato però che a sbugiardarlo definitivamente fu la versione data direttamente dal responsabile delle Pubbliche Relazioni del Centro Medico dell’Università di Pittsburgh, il quale ribadì che le cose andarono così: Marino intascò 8mila euro di rimborsi spese considerati irregolari perché ottenuti presentandoli due volte. Una all’amministrazione italiana e l’altra a quella americana. 

Figura ridicola già di per sé, resa ancora più patetica dai salti mortali fatti per negarla.

Vi ricordate, invece, la storia degli scontrini e dell’accusa di aver saldato con la carta di credito di rappresentanza ben 56 cene private tra parenti e amici (fatte passare per incontri istituzionali) per circa 13mila euro?

Anche in quel caso, Marino giurò e spergiurò: «Sono assolutamente convinto di non avere utilizzato denaro pubblico per fini privati, semmai denaro privato per fini pubblici». Parole che, evidentemente, sono risultate poco credibili alle orecchie della Procura che ha firmato la richiesta di processo, che ora sarà esaminata dal Gup.

Così, Marino rischia di finire davanti al giudice con le accuse di peculato, falso e truffa: e per la storia degli scontrini e per le assunzioni fantasma nella sua onlus.

Un bel guaio, visto che in questi giorni dovrà presentare il suo libro, dal titolo “Un marziano a Roma” che sarebbe dovuto servire per creare l’eco giusta per lanciare la sua candidatura alle prossime elezioni.

Se può consolarlo, il nostro “marziano” non è solo con i suoi guai giudiziari: a fargli compagnia c’è un altro ex sindaco di Roma, Gianni Alemanno, che proprio oggi comparirà alla prima udienza davanti alla seconda sezione penale per difendersi dalle accuse di corruzione e finanziamento illecito sui 125mila euro che avrebbe ricevuto da Salvatore Buzzi nel 2013 e la relativa accusa di far parte di “Mafia Capitale”.

Mal comune, mezzo gaudio?

 

 

 

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4 Commenti

  1. Paolo Scattoni said:

    Il cosiddetto scandalo degli scontrini è emerso perché lo stesso marino ha fatto pubblicare quei dati. Ci sono ex sindaci ora in posizioni di prestigio per i quali non è possibile neppure per i consiglieri comunali avere accesso ai loro scontrini. Marino ha pervato al comune di Roma 20.000 euro nel caso che coprono abbondantemente la cifra contestata per la quale comunque rivendica la regolarità

  2. A. Pepe said:

    8000 Euro + 13000 Euro = 21000 Euro contestati a Marino.
    125000 Euro per Alemanno. C’è una bella differenza, per non parlare dell’accusa di far parte di una organizzazione mafiosa.
    Marino a mio parere è stato bruciato dai suoi stessi compagni di partito perché minacciava di scoperchiare pentole assai puzzolenti.
    Comunque basta navigare sul vs. sito web per capirne la tendenziosità…

  3. Ereda said:

    MA CHI HA FATTO QUESTO TITOLO, NON SI VERGOGNA??? E MANCO POCO. Provo sdegno nel leggere questo titolo. NON SI PUO’ METTERE VICINO IL DIAVOLO E L’ACQUA SANTA.

    C’é una Roma che rivuole Marino Sindaco e l’avrà.

    • Giusi BregaGiusi Brega said:

      Mi faccia capire: il suo sdegno è suscitato dal fatto che io abbia messo nel titolo Marino insieme ad Alemanno, e non dal fatto che Marino abbia mentito? E poi a vergognarmi dovrei essere io… Andiamo bene.

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