Eterologa: l’identità genetica è nulla, Consulta dixit

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La fecondazione eterologa, secondo la Consulta, è come l’adozione. A sancirlo è stata la sentenza di ieri che stabilisce come in fondo l’identità genetica non è poi così importante.

I dubbi rimangono e si fanno sempre più inquietanti da quando lo scorso aprile la Consulta ha abolito il divieto della fecondazione eterologa imposto dalla legge 40. Ieri la Corte Costituzionale ha fornito le motivazioni della sentenza, precisando che “la provenienza genetica non costituisce un imprescindibile requisito della famiglia stessa”.

Se poi oggi ci si allarma per quelle coppie che abbandonano la speranza di formare una famiglia e per una crescita demografica italiana pari a zero, nessun problema, ci pensa la Consulta a chiarire che “la Costituzione non pone una nozione di famiglia inscindibilmente correlata alla presenza di figli. Nondimeno, il progetto di formazione di una famiglia caratterizzata dalla presenza di figli, anche indipendentemente dal dato genetico, è favorevolmente considerata dall’ordinamento giuridico, in applicazione di principi costituzionali, come dimostra la regolamentazione dell’istituto dell’adozione. La considerazione che quest’ultimo mira prevalentemente a garantire una famiglia ai minori rende, comunque, evidente che il dato della provenienza genetica non costituisce un imprescindibile requisito della famiglia stessa”.

Politica e giurisprudenza ormai sembrano orientate ad accontentare i capricci di una minoranza di coppie, come quelle, in questo caso, che si possono permettere di procedere alla fecondazione eterologa. Si sta procedendo dunque verso una distinzione sempre più marcata tra unione biologica e quella sociale-civile.

Dal pericolo dell’errore umano (come accaduto all’ospedale Pertini dove una donna si è ritrovata nel proprio grembo due gemelli che non sono suoi, né del marito) al rischio dell’eugenetica (in un vademecum prodotto da importanti operatori del settore è possibile selezionare la razza del donatore dei gameti): la fecondazione eterologa nasconde molti lati oscuri, come affrontato sull’edizione di questo settimanale dello scorso 23 aprile.

Tra questi aspetti inquietanti ci sono i diritti di chi nasce. Come ha osservato mons. Nunzio Galantino, segretario generale della Cei, “c’e’ un’eclatante contraddizione tra chi proclama libertà, rispetto, diritti e poi non riconosce con chiarezza i diritti proprio di quegli esseri che non hanno possibilità di esprimersi”, proprio come i figli che saranno procreati con la fecondazione eterologa.

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