Boko Haram si arrende, qualcuno avvisi la Borromeo

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Shekau, il capo del gruppo nigeriano, ha ‘annunciato la fine’ in un video che sta facendo molto discutere in queste ore: chissà cosa ne penserà la giornalista Beatrice Borromeo che in un tweet si augurava la cattura di Boko Haram come fosse un terrorista e non un’organizzazione.

Quella che si è diffusa nel nord della Nigeria è una delle più sanguinarie organizzazioni terroristiche che tra i suoi obiettivi principali ha perseguito la propaganda religiosa, il Jihad e la persecuzione dei cristiani. Boko Haram compie le sue prime azioni nel 2011, anno in cui ha attaccato con un’autobomba la centrale di polizia ad Abuja, uccidendo sei persone e ha assaltato una base dell’ONU ad Abuja, uccidendo undici inviati dell’ONU e altre dodici persone e ferendone oltre cento. Tra le varie azioni, molto scalpore suscitò

Nell’aprile 2014, l’organizzazione ha rapito 276 ragazze a Chibok in Borno: oltre cinquanta di esse riuscirono a scappare. Per denunciare l’atroce rapimento partì la campagna mediatica #bringbackourgirls che coinvolse molte personalità di tutto il mondo. Anche in Italia venne rilanciato l’hashtag: tra i messaggi fece discutere quello di Beatrice Borromeo che scrisse «Salvare la nostre ragazze e catturare Boko Haram deve essere Il primo proposito di ogni essere umano». Immediatamente il tweet sparì, ma l’implacabilità della rete riuscì a catturare la gaffe dell’ex modelle nonché ex giornalista del Fatto Quotidiano.

Numerosi dubbi, però, rimangono in merito all’annuncio sul video riguardante la resa dei Boko Haram. Secondo alcuni militari di Abuja il video rappresenta il testamento di Shekau; una fonte militare contattata dalla Bbc online ha riferito che “Vedere Shekau nel video non significa altro che il gioco è finito. E’ un video di addio”. Uno dei segnali decisivi è il linguaggio usato dal capo di Boko Haram: “per questo terrorista arrogante parlare in un tono così passivo e sottomesso dimostra che è stato sconfitto”.

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