Il blog? Non è una testata giornalistica (attenti a cosa scrivete)

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La Cassazione ha stabilito che un blog può essere sequestrato anche se a gestirlo è un giornalista iscritto all’Ordine.

La sentenza fa riferimento a questo caso specifico: un giornalista si è visto porre sotto sequestro il proprio blog a causa di contenuti offensivi rivolti nei confronti di una terza persona. Ha fatto ricorso, lamentando che la sua – essendo lui iscritto regolarmente all’OdG – doveva essere considerata una “testata giornalistica telematica”, e quindi non poteva essere posta sotto sequestro preventivo in caso di reato di diffamazione a mezzo stampa.

Ricorso che, però, è stato rigettato.

Perché? È presto detto: stando alla Cassazione i nuovi mezzi di “manifestazione del pensiero” – vale a dire blog, forum, newsletter, mailing list e social network – pur essendo espressione del diritto di manifestazione delle proprie idee, “non possono godere delle garanzie costituzionali relative al sequestro della stampa”.

Il blog, dunque, è stato oscurato per porre fine alle conseguenze del reato compiuto dal giornalista e per evitare che ne compiesse ancora, nei confronti di altre persone. A nulla sono valse le lamentele dell’imputato che ha evidenziato che sul suo blog sono presenti svariate sezioni con molteplici tipologie di contenuti, cosa che qualifica il suo sito come testata giornalistica per l’attività informativa svolta.

Ma gli è andata male: il sito dell’imputato, infatti, “non risulta registrato come organo di stampa, non presenta alcuna testata o una periodicità regolare nelle emissioni”. Inoltre, è assente qualsiasi riferimento a un direttore responsabile, le pubblicazione si susseguono con cadenza del tutto irregolare, vi sono i commenti dei lettori, e infine, lo stesso imputato viene definito testualmente “giornalista – blogger”.

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