Nigeria-Egitto nel caos: Salah ringrazia Dio

Altro che barriere all’Olimpico per qualche tifoso in più che entra in curva e per motivi di “sicurezza”. Se il il prefetto Franco Gabrielli fosse stato incaricato di risolvere il problema stadio e la violenza negli stadi in Nigeria, di grattacapi ne avrebbe avuti parecchi.

Basta vedere quello che è successo e le immagini di Nigeria-Egitto, partita valida per le qualificazioni alla prossima Coppa d’Africa, per farsene una vaga idea.

Sugli spalti della Ahmadu Bello Stadium di Kaduna State erano assiepate la bellezza di (oltre) 40mila persone. Peccato che, peró, l’impianto ne poteva tenere al massimo 24mila.

Gente arrampicata sui cancelli, sulle staccionate, uno sopra l’altro. Un contesto surreale, quasi tragico. Sì, perché si sarebbe potuta tranquillamente verificare, appunto, una tragedia. Magari se avesse segnato il romanista Salah a tempo scaduto, giocando poi un brutto scherzetto ai padroni di casa nigeriani.

Sul punteggio di 1 a 1 e con le due squadre pronte ad accontentarsi del pari, il giocatore giallorosso viene lanciato a rete, quasi a tù per tù con il portiere avversario. L’arbitro, onde evitare ogni tipo di problema, fischia la fine e manda tutti sotto la doccia. Con qualche giocatore egiziano che rimane in campo a protestare animatamente con il direttore di gara.

Lo stesso Salah, però, a fine partita, ha ammesso di essere sollevato e che, probabilmente, è stato molto meglio così
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“Grazie a Dio l’arbitro ha fischiato la fine perché stavo per segnare il gol vittoria”, ha confessato il romanista. “Sono contento che sia successo, temevo la reazione dei tifosi di casa se avessero perso con un mio gol”.
In effetti, vedendo le immagini del match, quasi impressionanti, come dare torto a Salah?
Certo, la domanda “ma come è possibile che ancora avvengano queste cose negli stadi” viene subito spontanea. Qui, in questi paesi, esistono i problemi stadi e violenza per davvero. Non all’Olimpico di Roma…

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