Teatro Valle, una petizione contro l’assenza delle istituzioni

teatro valle

Qualcosa si sta muovendo per liberare il Teatro Valle.

Contro l’immobilità delle istituzioni, entra in azione la raccolta firme di esponenti della cultura. L’obiettivo è quello di restituire l’importante arena ai cittadini romani dopo tre anni di un’occupazione che ha prodotto poco, o forse nulla.

I protagonisti dell’autogestione della struttura hanno tentato di legalizzare la propria situazione, costituendosi nella Fondazione del Teatro Valle Bene Comune. Il prefetto di Roma, Giuseppe Pecoraro, però, ha stroncato sul nascere la manovra per la “carenza di presupposti giuridici”. Gli occupanti hanno così proseguito ad operare in un regime di illegalità, penalizzando gli altri teatri romani che invece, tanto ingenuamente, la Siae, le tasse e le bollette le pagano eccome.

L’iniziativa è stata lanciata da Edoardo Sylos Labini, responsabile del dipartimento Cultura di Forza Italia e direttore della testata Ilgiornaleoff. “La legge è veramente uguale per tutti, o è meno uguale per qualcuno? Cosa si nasconde dietro le mura del Teatro Valle, in cui va in scena ogni giorno l’emblema dell’illegalità italiana?” si legge nella petizione lanciata da Sylos Labini.

Per carità, a volte l’illegalità e uno strumento per risvegliare le amministrazioni. In molti casi l’associazionismo dei cittadini è molto più efficace dell’assenza delle istituzioni. Potrebbe essere vero se uno spazio come il Teatro Valle venisse aperto all’intera cittadinanza.

Ed ecco allora le domande che accompagnano la raccolta firme: “Perché un teatro occupato può fare concorrenza sleale a tutti gli altri teatri che, rispettando le regole, si assumono invece costi e oneri? Perché alcuni magistrati che sono funzionari di Stato, presentando loro libri e intervenendo a dibattiti pubblici, condividono un’occupazione fuori da qualsiasi regola democratica? Come è possibile che alcuni politici, come Stefano Rodotà e Alexis Tsipras, abbiano sostenuto o fatto campagna elettorale utilizzando gli spazi del Valle?”.

Come denunciato lo scorso 4 giugno, attorno al Teatro Valle si è venuto a creare un conflitto di interessi con i contorni di una soap opera. Il ministro dei Beni Culturali, Dario Franceschini, starebbe sponsorizzando insistentemente la sua compagna, Michela Di Biase, come futura assessora alla Cultura nella giunta di Roma Capitale in vista del prossimo rimpasto.

La petizione è stata finora sottoscritta già da numerosi rappresentanti del teatro e dello spettacolo, “da Franco Branciaroli a Leopoldo Mastelloni – si legge ancora sul sito – da Luca Ward a Carla Fracci, da Lando Buzzanca a Glauco Mauri , da Luca Barbareschi a Laura Lattuada da Paolo Isotta a Paolo Guzzanti, a Fulvio Abbate, Giordano Bruno Guerri,Luca De Fusco, Beppe Menegatti, Daniele Pecci, Francesco Baccini, Gianni Bella, Roberto Sturno, Sabina Negri, Elisabetta Gardini”.

A sorprendere, poi, c’è il commento, di un “ex occupante pentito” che firma la petizione perché “quello che succede lì dentro è uno scandalo”.

Articoli correlati

*

Top