Gli italiani? Discriminati a Roma e tutelati a Padova

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Nella Capitale i cittadini italiani vengono totalmente dimenticati mentre gli extracomunitari sono coccolati e assistiti; a Padova, invece, il sindaco Bitonci ha introdotto una clausola nell’assegnazione delle case popolari per ottenere “più controlli sugli stranieri che vivono in città”.

Discriminati a casa propria: questo è quanto sono costretti a vivere sulla propria pelle tredici residenti del Municipio Roma III che occupano l’ex asilo Gelsomina di Castelgiubileo. “A breve saranno costretti a lasciare il manufatto senza ricevere alcun tipo di assistenza dal Municipio né dal Comune – ha denunciato Cristiano Bonelli, consigliere dell’opposizione di destra in municipio – forse la loro sfortuna è quella di essere cittadini italiani. Uno solo dei tredici cittadini viene seguito dai Servizi Sociali municipali pur vivendo all’interno dell’ex asilo eppure gli Sprar garantiscono interventi di “accoglienza integrata” che superano la sola distribuzione di vitto e alloggio, prevedendo in modo complementare anche misure di informazione, accompagnamento, assistenza e orientamento, attraverso la costruzione di percorsi individuali di inserimento socio-economico”.

Cosa sono gli Sprar? Sono le strutture che fanno parte del Sistema di Protezione Richiedenti Asilo e Rifugiati: nel Municipio Roma III sono 4 quelle già esistenti con i requisiti necessari, alle quali gli enti locali hanno concesso le risorse per ospitare decine di persone che ricevono assistenza in attesa che sia formalizzata (e accettata) la loro richiesta di asilo e di rifugiati. Che provengano da zone di guerra e che scappano da qualche conflitto, quindi, è tutto da dimostrare: fino a prova contraria dovrebbero essere chiamati “clandestini”, ma il politically correct ha ormai imposto di chiamarli “profughi” senza tante spiegazioni.

Musica ben diversa, invece, a Padova, dove il sindaco Bitonci ha adottato un provvedimento coraggioso: «Abbiamo finalmente raggiunto lo scopo prefissato in campagna elettorale con lo slogan Prima i padovani sottolinea Bitonci -. Proprio in questi giorni stiamo consegnando le prime abitazioni a concittadini che da un decennio avevano fatto domanda, ma erano sempre stati scavalcati dagli ultimi arrivati, per la maggior parte stranieri. Si può tranquillamente dire che, con l’introduzione del criterio della padovanità, abbiamo ristabilito quella giustizia sociale che non era più garantita da troppo tempo precisa il sindaco, riservando maggiore attenzione ai nostri disoccupati, alle nostre famiglie in difficoltà e ai nostri anziani con la pensione minima».

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