Derby, poliziotti a cavallo: la simpatica risposta dei tifosi

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Un derby surreale, vinto, anzi stravinto dalla Roma di Spalletti che ha scardinato la difesa di burro della Lazio di Pioli, poi esonerato da Lotito. Al di là di quello che si è visto in campo, con i giallorossi nettamente più forti dei biancocelesti, è stata una partita surreale. Un’atmosfera certamente non da stracittadina.

Curve vuote (ma anche la Tribuna Tevere e quasi tutti i Distinti) e un silenzio assordante. Una tristezza assoluta che non può passare inosservata davanti agli occhi delle Istituzioni. È impossibile far finta di nulla e parlare poi di “piano sicurezza perfetto per il derby”.

Ma che piano di sicurezza si può attuare se i tifosi non ci sono? Non la devono aver pensata così il questore di Roma Nicolò D’Angelo e il prefetto Franco Gabrielli, che ieri hanno deciso di far dispiegare un numero incredibile di agenti di polizia per contrastare il fantasma-ultrà. Decine e decine di camionette posizionate intorno allo stadio e nei luoghi limitrofi a controllare quelle poche famiglie che ieri hanno voluto seguire il derby all’Olimpico. Strade bloccate e città blindata. Con una novità assoluta: la polizia a cavallo, in perfetto stile inglese, dov’è usanza ormai da tanti anni.

La domanda che sorge spontanea è una sola: ma era proprio necessario un simile assembramento di forze dell’ordine? Che nessuno si senta offeso per il proprio operato, ma la risposta più plausibile è “no”. Soprattutto perché si è trattato anche di uno spreco di soldi probabilmente inutile.

Se lo sfottò ieri, sugli spalti, non c’è stato, almeno i tifosi si sono divertiti a scherzare proprio sulla novità dei poliziotti a cavallo, in un derby nel quale di pericoli proprio non ce n’erano. I sostenitori romanisti hanno esposto uno striscione nei pressi di Lungotevere, richiamando lo storico film “Febbre da Cavallo” di Gigi Proietti ed Enrico Montesano. “Soldatino, King e D’Artagnan, citatun cicatun cicatun”, il simpatico messaggio dei tifosi giallorossi.

Sarebbe stato bello vedere gli striscioni di sfottò tra le due tifoserie che hanno sempre contraddistinto il derby della Capitale. Per adesso accontentiamoci di questo, che comunque certifica il fatto che il senso dell’umorismo i romani non lo hanno perso.

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