Inps: Tito Boeri accusa i pensionati ma non tocca le caste

tito boeri legge mosca

L’affermazione di Tito Boeri che “accusa” 475 mila pensionati di essere ancora in vita e percepire la pensione da oltre 36 anni ricorda tanto quei cori da stadio o da piazza tipo: “devi morire!”

Lo snob della Milano bene che viene dalla Bocconi anche questa volta non ha mancato di far arrivare  il suo verbo “urbi et orbi” sollevando il solito mare di polemiche e, come avviene sempre più spesso, creando la solita guerra tra poveri divisi tra coloro che hanno perso il coniuge e percepiscono una reversibilità oppure tra coloro che, per effetto di una legislazione (giusta o sbagliata) vigente nel pubblico impiego sono andati in pensione dopo meno di venti anni di lavoro (versando comunque i contributi).

Insomma il bocconiano Boeri non guarda al fatto che 6 pensionati su 10 percepiscono meno di 750 euro mensili dichiarando che, “bisogna guardare al dato medio per pensionato, non alla pensione media” in quanto, secondo Boeri, molti pensionati percepiscono più di un trattamento pensionistico. Di grazia, Boeri, renda noto il numero di questi fortunati e ricchi pensionati inserendo tra loro, però, anche quei politici e sindacalisti che percepiscono vitalizi o pensioni senza aver mai versato una (vecchia) lira di contributo all’Inps. Parliamo, oltre che dei deputati “fuori servizio” che non sono imputabili alla gestione Inps, di quei politici e sindacalisti che usufruendo di una legge del 1974 presentata, all’epoca, dal senatore Giovanni Mosca, ex dirigente della CGIL  per “sanare” la situazione di quei lavoratori che  nell’immediato dopoguerra avevano lavorato per sindacati o partiti politici senza che a loro nome fossero stati versati i contributi dovuti all’Inps.

Per regolarizzare queste posizioni bastava una semplice dichiarazione del segretario di un partito o  del segretario di un sindacato e si riscattavano decenni di attività lavorativa, a iniziare dal 1948, fatta in nero e pagando solo una piccola somma dovuta per i contributi figurativi. Secondo le stime di allora la questione avrebbe dovuto interessare solo poche centinaia di persone ma, grazie a svariate proroghe, l’ultima fu del 1980, si è permesso di costruire un presunto rapporto contributivo di lavoro dipendente per oltre 40 mila persone che hanno percepito e continuano a percepire notevoli cifre come se avessero veramente lavorato per interi decenni. Attualmente sembrerebbe, ma la cifra esatta non è mai uscita dall’Inps, che di questo beneficio godano circa 35 mila persone tra ex deputati, ex sindacalisti e ignoti personaggi amici degli amici e che hanno avuto la fortuna di essere stati inseriti in quelle liste d’oro.

Sulla rete è facilmente individuabile anche la lista di nomi illustri che grazie alla legge Mosca si sono costruiti una pensione d’oro oltre i vitalizi parlamentari e altri lavori per i quali, magari, hanno versato regolarmente i contributi. Si trovano nomi famosi come l’ex presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, l’ex sindacalista e ex presidente del Senato Franco Marini. I’ ultra comunista Armando Cossutta recentemente scomparso, Achille Occhetto e tanti altri noti e meno noti. Ora a fronte delle dichiarazioni del bocconiano Boeri, sia sulla necessità di tagliare le cosiddette pensioni d’oro che, ricordiamo, sono comunque maturate dietro regolari versamenti contributivi, sia legate al fatto che appartengano a baby pensionati che, con altrettanti regolari versamenti, hanno solo usufruito di una norma vigente al momento del loro pensionamento, non capiamo come Boeri non parli della legge Mosca che ha fatto percepire una pensione a chi non ha mai versato un centesimo di contributo nelle casse dell’Inps? La risposta probabilmente è legata al fatto di non disturbare la “casta” dei politici e dei sindacalisti, in special modo questi ultimi che, è bene rimarcarlo hanno governato l’Inps negli ultimi 40 e passa anni. Boeri dall’alto della sua cattedra della Bocconi invece di gufare sui 475 mila pensionati che, nella maggioranza dei casi, non arrivano a mille euro al mese e invece di lamentarsi per la loro esistenza in vita perché non va a spulciare nei fascicoli di coloro che ancora stanno godendo, da 42 anni, dei benefici anzi del privilegio di una pensione concessa a titolo gratuito o meglio pagata da tutta la collettività?

Via Presidente Boeri dica chiaramente che la sua uscita è l’ulteriore tentativo di far cassa con i tanti che percepiscono poco invece di colpire i pochi che prendono tanto? Perché Boeri non pensa alla situazione in cui si sono trovati e ancora si trovano decine di migliaia di esodati beffati da una norma che ha negato loro sia lo stipendio che la pensione? Perché Boeri non se la prende con quegli ex deputati ed ex consiglieri regionali che non accettano nemmeno il taglio del 10% dei loro cospicui e numerosi vitalizi, e godono anche del privilegio della legge Mosca, facendo ricorso al Tar in quanto considerano quel privilegio un diritto acquisito?

Il Presidente dell’Inps, sulla scia del suo collega bocconiano Mario Monti trova più comodo essere forte con i deboli e debole con i forti. Via Professor Boeri essere vivi e vegeti da pensionati non è un reato come non è un reato prendere una pensione senza aver versato nemmeno una lira o un euro di contributi in forza di una legge fatta e voluta da un ex sindacalista passato alla politica, aggiungiamo di sinistra. Quello che moralmente è inaccettabile è che si continui a vessare chi ha regolarmente versato, a volte, oltre il dovuto e viene ritenuto un privilegiato mentre la “vera casta dei privilegiati” che alberga nei palazzi del potere non viene minimamente sfiorata dall’accetta che dovrebbe estirpare i veri parassiti sociali che hanno ridotto un sistema previdenziale, che ci è stato invidiato da tutto il mondo, ad un carrozzone posto a guardia degli interessi di chi ha provocato il disastro sociale cui stiamo assistendo.

Non possiamo che dire lunga vita a tutti persone, oneste o parassite che siano, ma agli ultimi chiediamo di mettersi davanti lo specchio e provare a darsi un giudizio. Ma forse sarebbe tutto inutile perché lor signori, politici o sindacalisti, che percepiscono 5 mila euro mensili e dichiarano candidamente di non farcela ad arrivare alla fine del mese dimostrano che i loro specchi non sono come quelli della strega cattiva di     biancaneve che diceva sempre la verità anche a costo di contraddire la sua padrona. A buon intenditor…

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2 Commenti

  1. Teresa said:

    Sento finalmente parlare con appropriatezza di un argomento che riportato dalla stampa mi ha lasciata interdetta. Io ho una mamma di 91anni a maggio. Ha fatto una vita di sacrifici. Lavorava a servizio già a 6 anni per pagare l’affitto. Ora vive dignitosamente con 950 € al mese grazie alla reversibilità. Ma cosa vogliono!!

  2. silanwolf said:

    A mio padre…..40 anni di contributi da operaio in gallerie e cantieri in giro x il mondo 1200 euro al mese ….togliere ovviamente le spese x ici….imu…tasi….tari….etc….da un po di tempo anche una serie di visite e farmaci a pagamento visto lo stato della sanità in calabria in particolare…..adesso inps chiede tout court 700 euro unica soluzione xle negli ultimi anni hanno sbagliato conteggio ed hanno accreditato 13 euro al mese in piu’! Poveri anziani genitori ..mortificati e sempre più vessati! Crepacuore

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