Pedofilia online: una task force tra polizie per identificare vittime

Un gruppo di 12 esperti di polizie di vari paesi si è riunito presso il quartier generale Europol a l’Aja e ha messo a punto le procedure per identificare le vittime di pedofilia online e salvaguardare i minori.

«Il problema che stiamo affrontando è globale, e richiede una risposta altrettanto globale attraverso la sinergia tra Istituzioni, partner privati e società civile» ha spiegato il direttore dell’Europol Rob Wainwright. L’accordo prevede la messa in comune delle tecniche investigative più all’avanguardia e la condivisione dei dati ottenuti dallo studio delle immagini relative alla pedofilia recuperate dalla Rete all’interno di gruppi di lavoro ad hoc.

L’Italia ha messo a disposizione operatori specializzati del Centro nazionale per il contrasto alla pedopornografia online (Cncpo). Gli altri paesi europei aderenti sono Germania, Francia, Regno Unito, Spagna, Austria, Croazia, Danimarca, Estonia, Olanda, Romania e Svezia.

«Oggi esistono gli strumenti e la tecnologia per combattere efficacemente l’abuso di minori online; ecco il motivo delle azioni di coordinamento che rappresentano una risposta in tal senso. Ma dobbiamo fare di più, ed è per questo che spingiamo tutti i Paesi ad utilizzare gli strumenti e le reti messi a disposizione da Europol, per lo scambio di informazioni e consentire così che ogni singolo caso possa pervenire ad una conclusione positiva. In questo modo si potranno identificare le vittime e assicurare i loro abusanti alla giustizia».

«La Victim Identification Taskforce è un eccellente esempio di cooperazione internazionale che utilizza le ultime tecnologie per proteggere i minori in tutto il mondo. La formazione di un gruppo di esperti nella identificazione delle vittime – ha spiegato Steven Wilson, Direttore dell’European Cybercrime Centre (EC3) – serve a sviluppare le tecniche e le strategie investigative, per fare in modo che vengano adottate in tutti i Paesi e garantire così che i nostri minori siano protetti dagli abusi».

I numeri riguardanti la pedofilia online, secondo il report 2015 dell’associazione METER di don Fortunato Di Noto, sono in costante crescita: oltre 125.000 i siti denunciati negli ultimi 12 anni. L’anno scorso, in Italia, sono state 3.414 le segnalazioni di contenuti inappropriato a sfondo pedofilo. Nel 2014 erano “solo” 180. Un’impennata spaventosa.

All’Ue spetta il primato assoluto relativamente alle segnalazioni di materiale pedo-pornografico: sempre secondo il METER infatti il 51,92% proviene appunto dal Vecchio Continente, seguito poi dall’Oceania e al terzo posto l’Africa.

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