“My honor was loyalty”, un’occasione sprecata

My honor was loyalty
La locandina del film

Vedendo il film “My honor was loyalty” (Il mio onore si chiamava fedeltà) non si può fare a meno di mangiarsi le mani.

Perché la pellicola in questione è veramente bella, e in quanto a sceneggiatura, fotografia e colonna sonora non ha nulla, ma proprio nulla, da invidiare alle opere cinematografiche più famose che parlano di guerra.
Il film è ambientato su alcuni fronti in cui si è svolto l’ultimo conflitto mondiale. Protagonista è un drappello di soldati tedeschi, più precisamente Waffen SS della divisione Leibstandarte, a cui si dà voce mostrando le loro paure, le loro convinzioni e la buona fede con cui combattevano.
Parliamo di “occasione sprecata” perché la pellicola non è visionabile in alcun cinema. La paura che l’argomento trattato (in quest’opera prima del regista italiano Alessandro Pepe) non fosse digerita da un pubblico immaturo e impreparato ad affrontare certi temi, ha fatto si che l’opera sia disponibile solo dopo l’acquisto tramite internet del DVD.
Su Pepe, in un primo momento, sono piovute addosso da un lato le critiche di persone infestate da preconcetti, dall’altro gli encomi da parte di neonazisti.
Poi tutto si è calmato, la gente ha cominciato a vedere il film (invece di parlarne coi paraocchi ideologici) e unanimemente la pellicola ha riscosso apprezzamenti provenienti da ogni parte.
Noi il film lo abbiamo visto, e spinti dalla curiosità abbiamo posto alcune domande al regista.
Per l’introspezione e lo scavo nel carattere dei personaggi quanto hai tratto ispirazione dalla “Sottile linea rossa” (che non è il sindaco di Torino Piero Fassino, ndr) di T. Malick?
“La sottile linea rossa di Malick è un po’ l’impasto della mia formazione. Per questo film mi sono più ispirato al film Tree of Life (sempre dello stesso regista)”.
Qual è stato il budget del film?
“Non ho ricevuto nessun tipo di sponsor o produzione quindi portavo avanti le riprese e ad ogni mese che mi arrivava lo stipendio dal mio normale lavoro, lo dovevo destinare quasi tutto al lungometraggio. Non penso di aver speso oltre i 15.000 €”
Fino a che punto si è spinta la collaborazione con il gruppo di rievocazione storica?
“Al film hanno collaborato all’incirca una decina di gruppi di rievocazione da tutta Europa. Il gruppo principale che mi ha assistito di più nella maggior parte delle scene è stato PROGETTO 900”.
Il film è uscito in qualche sala italiana o estera?
“No, per il momento solo proiezioni private che ho autorizzato in Italia”.
Prevedi un alto volume di acquisti o un successo nel noleggio del dvd, se avevi in mente questo?
“Questo film è già per me un successo. Non lo avevo previsto, non solo sono stati acquistati circa 2500 DVD in 3 mesi ma sono pure stato contattato da diverse distribuzioni mondiali. Sono contento perché è il mio primo film e direi che è stata un’ottima rampa di lancio”.
Quali sono state le difficoltà incontrate durante la lavorazione del film?
“È stato molto difficile scrivere il copione, le battute, capire come si ragionava 70 anni fa e cosa era appropriato da far dire ai personaggi. Direi che personalmente la parte più divertente è stata comporre la colonna sonora, la quale oltre ad aver vinto un premio all’estero, è stata veramente ben critica dalla maggior parte del pubblico”.
Com’è stata accolta in generale la pellicola?
“Molto bene, veramente molto bene; anzi, con la grandissima ondata di pirataggio dei film di oggi, ho avuto un incredibile sostegno da parte della gente che incitava gli amici ad acquistare il film e a non scaricarlo. Tantissimi i messaggi di ringraziamento da tutto il mondo e in molti aspettano con ansia un mio secondo progetto”.
Di Alessandro Pepe, c’è da scommettere, ne sentiremo ancora parlare. Un regista capace di fare un film del genere con (come si dice a Roma) due spiccioli, toccando un tema così scottante e arricchendo il tutto con delle suggestioni care a De Andrè, è una persona di assoluto valore.

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6 Commenti

  1. scala antonino said:

    signor Pepe lei mi ha fatto sentire orgoglioso di essere italaliano
    la ringrazio per la pellicola la trovo tecnicamente ben fatta e trovo il concetto che esprime assolutamente onesto
    mi puo contattare scala.antonino@gmail.com

  2. Antonello Marullo said:

    Grandissimo film Alessandro Pepe complimenti meriti un grandissimo successo…nessun regista di Hollywood avrebbe fatto tanto con soli 15000 euro..Grande Grandissimo

  3. CLAUDIO BELLASIO said:

    L’intervista ha destato in me molta curiosità e sarei grato a chi mi volesse dare indicazioni per l’acquisto.

    • Emiliano StellaEmiliano Stella said:

      Claudio può fare richiesta di acquistare la pellicola o sulla pagina Facebook del film “My honor was loyalty” oppure contattando sempre su Facebook il regista Alessandro Pepe. Cordiali saluti

  4. MAtt Deamon said:

    Qual è. non Qual’è. Si presume che un giornalista sappia scrivere con ortografia impeccabile…. si presume….

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