Dove vanno i cervelli italiani in fuga? In Svizzera

svizzera, fuga di cervelli, emigrazione

Una delle mete principali degli italiani che decidono di abbandonare il nostro Paese per cercar fortuna all’estero è subito dopo il confine: la Svizzera.

Ad oggi siamo, infatti, la più numerosa comunità straniera stabilitasi nella Confederazione. Ma, a differenza del secondo dopoguerra, quando a spostarsi erano per lo più operai, ora l’identikit dell’italiano in Svizzera è ben diverso: «ha tra i 20 e i 45 anni, ha studiato e qui vuole fare carriera» come conferma Gianni D’Amato, professore esperto di migrazione all’Università di Neuchâtel.

Molti dei nostri connazionali che emigrano e arrivano in Svizzera, infatti, sono laureati e appartengono «ad un’élite che trova spesso collocazione con funzioni direttive».

I nuovi immigrati trovano lavoro in banca o come specialisti in marketing o consulenti aziendali delle grandi città elvetiche, soprattutto nella Svizzera tedesca. Inoltre, i nuovi immigrati «guadagnano dal 5 al 10% in più rispetto a quegli italiani che sono immigrati in Svizzera prima del 2009».

Nel 2015, quella italiana è stata la comunità straniera che ha registrato il maggior aumento di immigrati, tornando ad essere la più numerosa con 315.157 persone. A fine 2015, il saldo netto di immigrazione è stato di 11mila unità in più. Rispetto alle cifre del 2009, nel 2015 è triplicato il numero di arrivi di italiani in Svizzera.

In forte aumento anche i francesi, mentre i tedeschi, che per diversi anni hanno rappresentato la comunità più numerosa, stanno cominciando a diminuire.

Stando all’analisi di Giangi Cretti, direttore della Comunicazione della Camera di Commercio Italiana per la Svizzera, gli italiani emigrano perché ci sono poche possibilità di fare carriera. E, pur trovando lavoro, spesso è mal pagato.

Una piccola soddisfazione: a differenza delle tante cattiverie dette (e fatte) contro gli italiani che emigravano tanti anni fa, in cerca di fortuna in giro per il mondo, nella Svizzera tedesca «sono apprezzati in quanto considerati emigranti modello».

 

Articoli correlati

*

Top