Daspo: la Roma in testa (malgrado il Messaggero giochi sul titolo “Lazio”)

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Nella Capitale non si vince lo scudetto dal 2001. Da 15 anni, dunque, da quando la Roma di Sensi centrò l’impresa, dopo quella raggiunta dalla Lazio di Cragnotti nella stagione precedente. Scudetti a parte e storica finale di Coppa Italia vinta dai biancocelesti sui giallorossi il 26 maggio del 2013, un primato nella Capitale c’è: il record dei Daspo.

Sì, delle diffide inflitte ai tifosi. Complici anche (e soprattutto) le nuove norme anti-violenza che hanno fatto aumentare i divieti di assistere alle gare della propria squadra.

Il ministero dell’Interno ha stilato una classifica delle tifoserie italiane con più Daspo. 85 quelli collezionati dagli ultrà romanisti che si posizionano, almeno in questa graduatoria, al primo posto. 16 quelle inflitte, invece, ai “cugini” laziali. Anche se il “Messaggero”, riportando questa singolare classifica, scrive “Lazio al top”, che sembra alludere alla squadra biancoceleste. In realtà si riferisce alla Regione. Al secondo gradino del podio, strano a dirsi visti i risultati sul campo, i sostenitori della Juventus con 59 provvedimenti. E i più “colpiti” sono i ragazzi di età compresa tra i 18 e 28 anni.

Seguono Napoli con 58, Verona con 46 e atalantini con 38. Poi genoani, sampdoriani, fiorentini, interisti e milanisti. Nella graduatoria del ministero dell’Interno vengono anche descritte le cause che portano alle varie diffide. Nel 72% dei casi sembrerebbe ancora la rivalità tra tifoserie il motivo principale dei provvedimenti. Poi gli scontri con le forze dell’ordine, accensione di torce, cori e striscioni vietati.

Si parla anche di “stadio ormai più sicuro grazie alle misure organizzative introdotte”, ma è altrettanto vero che adesso, visti i controlli esasperati per entrare negli impianti, la gente preferisce rimanere a casa piuttosto che seguire la partita dal vivo.

La verità, come spesso accade, è nel mezzo…

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