Mercato Roma: è tempo di cessioni, il fair play va rispettato

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La fine del campionato è vicina, il mercato ormai alle porte. La Roma, a causa del fair play finanziario, dovrà lavorare soprattutto in uscita. Questo non significa che andrà a smantellare la squadra, ma che si dovranno necessariamente trovare degli introiti sacrificando qualche top player.

I primi della lista cessioni sono Nainggolan, Manolas e Pjanić. Il belga sembra ormai una partenza sicura (magari al Chelsea di Conte) e già si pensa ai possibili sostituti. A Trigoria c’è Strootman ed avrà la possibilità di farsi vedere nelle ultime 3 partite. Qualora l’olandese non fosse in grado di rimpiazzare il “Ninja” la società ripiegherebbe su giovani di prospettiva da far crescere.

Miralem Pjanić resta la prima scelta per molte big europee e il club potrebbe cedere (dopo anni) alle continue offerte ricevute per il bosniaco.

Per quanto riguarda il greco, baluardo della difesa giallorossa ed ultimo in grado di guidarla, sembra che le sirene d’oltremanica lo interessino. Le offerte dello United per Manolas continuano senza sosta.

Non va dimenticata però la questione relativa ai prestiti. Una indiscrezione riportata oggi da “Vocegiallorossa” parla di Lucas Digne e del fatto che la Roma non eserciti il diritto di riscatto per il terzino francese. Problema non da poco, vista l’assenza di un sostituto in casa e la difficoltà che hanno avuto i giallorossi negli ultimi anni nel trovare un giocatore capace di interpretare quel ruolo.

Altra situazione difficile è quella relativa ad Dzeko. L’ariete bosniaco sembra ormai la controfigura di se stesso e Spalletti non vuole perdere tempo. Il tecnico di Certaldo, forse preferirebbe cedere il 9 e cercare un sostituto per Perotti (dato che l’anno prossimo giocherà tanto e da subito). Resta una domanda: come farà la Roma a liberarsi dell’ex City? Si dovrà aspettare il momento giusto e Sabatini (o chi per lui) dovrà decidere modalità e cifre di un trasferimento che sembra ormai inevitabile.

Questa sessione estiva sarà frutto di una gestione economica azzardata, forse anche sfortunata, partita la scorsa estate con l’idea dello scudetto ed arrivata adesso alla resa dei conti; conti che questa volta dovranno per forza tornare.

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