Rugby Roma in serie B: la rinascita di una grande società

Il primo maggio della Capitale si è tinto di bianco, nero e verde, i colori della Rugby Roma Olimpic 1930 che ha conquistato la serie B dopo essere ripartita dalla C1.

Quella della Rugby Roma fondata nel 1930, infatti, è una storia ricca di trofei che vede nel palmares ben cinque scudetti e due coppe Italia, facendone la società di rugby romana più titolata. Poi cinque anni fa i problemi finanziari hanno comportato lo scioglimento, ma un gruppo di persone legate a questo importante passato ovale ha deciso che un tale patrimonio non doveva andare perduto e così si è messo all’opera per riavviare un importante progetto.

Così, dopo il primo anno in serie C1 e la promozione sfiorata di un soffio, al termine di questa stagione – con una giornata di anticipo – la Rugby Roma Olimpic 1930 allenata da Stefano Fortunato e Fabrizio Patrizi (due pilastri degli ultimi successi della RROC) ha conquistato il passaggio in serie B battendo il Civitacastellana sul campo di un’altra società romana, quello dell’Urc in via Flaminia. Quella dell’impianto della Rugby Roma è una storia che già abbiamo affrontato (leggi qui): il Tre Fontane all’Eur, storica casa della società bianconeroverde, è stato assegnato ad altre associazioni sportive che inizialmente avevano promesso di mantenere la destinazione rugbistica, ma di fatto hanno portato all’installazione delle porte da calcio sul campo principale, utilizzato dalla formazione giovanile della As Roma calcio.

In merito alla querelle politico-amministrativa legata all’assegnazione del Tre Fontane pochi giorni fa è arrivata l’archiviazione della posizione di Alessandro Cochi, ex delegato allo sport di Alemanno. “L’Autorità Giudiziaria ha definitivamente accertato la piena regolarità del mio operato, da sempre finalizzato alla promozione della pratica sportiva di cui mi sono occupato per un quinquennio, senza interruzione, nel periodo in cui ho ricoperto il ruolo di Delegato allo Sport in un Dipartimento ad hoc inspiegabilmente soppresso dall’Amministrazione Marino” ha dichiarato Cochi: “Dispiace vedere che nei campi da rugby abbiano fatto la loro comparsa anche porte da calcio e che, proprio con gli attuali concessionari (tra cui risulterebbero alcuni degli estensori della denuncia, ora archiviata) siano orientati principalmente verso il calcio, disciplina sicuramente più mediatica e redditizia”.

Quello della casa della Rugby Roma, però, è un problema che secondo la dirigenza dell’attuale società sarà risolto già entro l’estate.

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