M5S, Di Maio e la Trilateral: la coerenza grillina e il potere a stelle e strisce

Luigi Di Maio

A sentirli parlare sembra proprio che siano arrivati da un’altra dimensione. Che abbiano l’idea buona per tutti i problemi. Che votandoli, l’Italia, non solo possa uscire finalmente dalla crisi economica che la attanaglia da otto anni, ma diventare anche un Paese più sano, più forte e più bello. Come ripetono sempre, l’Italia a 5 Stelle non sarebbe più l’albergo a prezzi stracciati (per non dire gratuiti) delle superpotenze o delle multinazionali che per decenni hanno fatto il bello e il cattivo tempo. Non sarebbe più il paradiso per la politica corrotta e traffichina. Certo che no. Sarebbe piuttosto l’Eden, il paradiso per qualsiasi cittadino. Più diritti, meno privilegi, più lavoro, meno sperperi, più legalità, meno corruzione, più rispetto dell’ambiente, meno speculazioni, più interesse nazionale, meno asservimento alle organizzazioni internazionali, ad un’Europa a trazione tedesca e ai poteri forti in generale. In una parola sola: più democrazia. Meglio se diretta, e soprattutto direttamente esercitata dal cittadino via web senza passare per la “mangiatoia” dei partiti.

Il Movimento a 5 Stelle che si candida a governare le più importanti città italiane e infine l’intero Paese dice di essere tutto questo. Un soggetto politico onesto, trasparente, un vero rappresentante dei cittadini. Lontano anni luce dalla “vecchia politica che ha rovinato l’Italia”. Perché dubitarne?In fin dei conti, ad eccezione di città come Pomezia Livorno e Parma, i penta stellati non hanno ancora mai governato. Anche se potrebbero farlo presto, visto che gli ultimi sondaggi li danno vicini al 30% e li accreditano come i possibili e prossimi inquilini di Palazzo Chigi. Tra loro, a neanche 30 anni, Luigi Di Maio è l’aspirante che sogna di ritrovarsi presto accomodato sulla poltrona che oggi occupa Matteo Renzi. E’ lui infatti il candidato premier del secondo (o forse ormai il primo) partito italiano. L’uomo giusto scelto tra i ragazzi del Direttorio come la persona adatta per governare il Paese. Il più “moderato” (come scrive il Financial Times) rispetto a tutti i suoi colleghi. Ed è lui, si potrebbe aggiungere, a saperla più lunga degli altri. Accettando l’invito a partecipare ad un lunch talk (una specie di convegno) presso l’ISPI. Cioè l’Istituto di Politica Internazionale, uno dei più importanti centri di ricerca sulla politica estera. Di Maio che è anche il vice presidente della Camera ha così partecipato a questa specie di convegno presso l’ISPI nel quale si sarebbe parlato principalmente di immigrazione. E’ stato proprio a lui a scriverlo sulla sua pagina Facebook: “Ho partecipato volentieri per raccontare la nostra linea sulla Libia, l’immigrazione, i rapporti con l’UE e l’euro”. Con la premessa che “l’ISPI è sotto il controllo del Ministero degli Affari Esteri e della Corte dei Conti”. Ma senza aggiungere che il presidente onorario è quel Giorgio Napolitano che Beppe Grillo (prima di salire al Quirinale all’indomani delle elezioni del 2013) definiva il “peggior presidente della storia della Repubblica”.

Al convegno dell’ISPI avrebbero preso parte anche rappresentanti di diverse società italiane tra i quali, come riporta Il Fatto Quotidiano, i “vertici di Pirelli, Intesa San Paolo, A2A, Eni e Dalmine”. Insomma la crema della finanza nel Belpaese. La domanda sorge spontanea: e allora, che cosa c’è di male? Niente. Di male non c’è assolutamente alcunché. Se non fosse però che al termine dell’evento il giovane Luigi si sarebbe fatto immortalare comodamente attovagliato e sorridente con alcuni pezzi importanti della commissione Trilateral che evidentemente erano presenti al convegno. In particolare i rappresentanti della Commissione in territorio italiano. Tra i quali, come ha scritto anche Stefano Feltri sul Fatto, il professor Carlo Secchi (seduto alla sua sinistra) già rettore dell’Università Bocconi e presidente di Banca Mediolanum. La “berlusconiana” Banca Mediolanum verrebbe di aggiungere. Ma che cosa è la Commissione Trilaterale? E’ un think thank che ha sede a New York fondato dal banchiere David Rockfeller (allora presidente della Chase Manhattan Bank) nel 1973 che, come si legge sull’home page del sito, “ha l’obiettivo di approfondire i grandi temi che interessano le aree geografiche del Nord America, dell’Europa e del Giappone”. Alcuni membri storici della Commissione Trilaterale sono Zbigniew Brzezinski e l’ex segretario di Stato americano Henry Kissinger. Mentre tra gli ultimi presidenti figurano l’ex presidente della BCE Jean Claude Trichet e l’ex premier Mario Monti. Come altri importanti “centri di studio” dove siedono le principali personalità della classe dirigente mondiale, la Trilaterale è finita al centro delle critiche per essere sostanzialmente, come scriveva lo scrittore francese Jacques Bordiot “un altro gruppo di pressione che attraverso le sue decisioni, condiziona la vita dei governi nazionali”. Oppure per dirla con un altro francese Gilbert Larochelle “un luogo protetto dove la tèchne è legge” per sostenere che la Trilaterale sia un’altra espressione della tecnocrazia. Insomma, fino a prova contraria, niente di criminale. Però, allo stesso tempo, neanche qualcosa che possa essere considerato in linea con il pensiero del Movimento 5 Stelle. Non a caso, sul blog di Beppe Grillo, appena una settimana fa, il collega di Di Maio, Roberto Fico (consigliere nella Vigilanza Rai) a proposito della Trilaterale, aveva scritto che “è il caso di ricordare quanto questa organizzazione delle elitè economiche abbia influito sulle politiche dei Paesi occidentali” aggiungendo anche che “ la dottrina della Trilaterale è riassunta nel rapporto del 1975: la democrazia entra in crisi quando ci sono troppi cittadini coinvolti; quando i cittadini non hanno gli strumenti per governare la cosa pubblica; troppa domanda politica ostacolano il funzionamento del sistema. Il fondamento della Trilaterale è insomma la netta separazione tra potere (kratos) e popolo (demos) un pensiero antidemocratico”.
Nel suo post, Roberto Fico criticava la scelta del Ministro per le Riforme Istituzionali Maria Elena Boschi di prendere parte alla riunione plenaria della Trilateral (alla quale avrebbe partecipato anche il ministro degli Esteri Gentiloni) che si sarebbe tenuta la scorsa settimana a Roma. Fico rivolgeva un’accusa anche al presidente della Repubblica che a suo modo di vedere avrebbe “accolto serenamente” la riunione. La domanda sorge spontanea: che cosa avrà pensato Roberto Fico quando ha visto la foto di Di Maio a pranzo con i rappresentanti italiani della Commissione?

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4 Commenti

  1. Alessandro said:

    Alessandro – 4 maggio 2016
    sono stato malato di polipi nasali bilaterale, e dovevo operarmi, ho pregato la Vergine di Medjugorje e non ho avuto più bisogno dell’intervento, dopo qualche tempo mi si gonfiarono le caviglie, la visita dal medico mi disse che dovevo operarmi ad entrambe le gambe di due safene, pregai anche per evitare questo ultimo intervento e così è stato.Ho sentito il bisogno di andare a ringraziare personalmente a Medjugorje la Vergine e così ho fatto…ho scalato la salita dove avvenne la prima apparizione, la strada era piena di rocce appuntite..mi si ruppe una scarpa e per camminare le tolsi tutte e due e continuai la salita…al ritorno feci la stessa strada..sotto i miei piedi non c’era neanche una puntura ne una ferita..sono cambiato moltissimo nel cuore..provate ad andare col cuore disponibile e respirerete l’aria della felicità e della Pace e capirete cosa significa Medjugorje

  2. giuseppe39 said:

    La trilateral è una cupola di interessi economici. che spazia nell’intero mondo e che determina le scelte politiche ed economiche e purtroppo anche sociali dei popoli.Se ne entri a far parte segui le sue regole,se ti siedi al loro tavolo
    mangerai quello che ti diranno.Vedo quindi che ti sei messo sulla buona strada .Complimenti.

  3. Agostino said:

    Fare articoli sull’aria fritta va do mia in questo paese. Vediamo se democrazia verrà invece applicata a questo commento.

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