“Vardy veniva agli allenamenti ubriaco”, parola del vicepresidente del Leicester

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Jamie Vardy

Dichiarazioni pesanti, quelle del n. 2 del Leicester su Jamie Vardy, capocannoniere delle “Foxes”

Se ne sono dette di tutte e di più sul Leicester e la sua vittoria in Premier League. Della storia del più che centenario club inglese si sa ora molto, ma alcuni particolari sconvolgenti trapelano soltanto ora, dopo il meritato trionfo.

Jamie Vardy, il forte attaccante del Leicester, i primi tempi si presentava al campo di allenamento completamente ubriaco. Almeno così dice l’impronunciabile n.2 delle Foxes, il thailandese Aiyawatt Srivaddhanaprabh.

Ha raccontato infatti alla rivista del suo Paese “A Day Magazine” che l’attaccate di Sheffield, autore di ben 22 goal e premiato miglior giocatore del campionato inglese, non si è adattato da subito come dovrebbe al calcio professionistico.

“In primo luogo io ero contrario all’acquisto di Vardy, ho chiesto di lui a Nigel Pearson e Steve Walsh, controllato i rapporti degli osservatori, e a quel punto ho cominciato a credere che sarebbe stato un buon affare, ma ho dovuto rispondere ai tifosi che chiedevano “come fosse possibile pagare un milione di sterline per un giocatore che arrivava dai Dilettanti’.

“Per loro ero il proprietario di club più stupido al mondo – ha continuato – e ho chiesto a Pearson e Walsh: “Se ho a disposizione solo un milione di sterline come fondo per i trasferimenti per la prossima stagione, chi dovrei comprare?”. I due mi hanno risposto “Vardy”. Allora ho detto: “Va bene”.

“Quando fu acquistato nel 2012 c’era indignazione da parte di tutti i tifosi. Alcuni addirittura mi hanno chiamato per dirmi: “Sei matto? Perché hai speso così tanto per un giocatore non professionista?”.

“Penso che allora lui non avesse la benché minima idea di cosa volesse dire giocare in Premier League. Il giorno in cui l’ho comprato Vardy è venuto da me e mi ha ringraziato per avergli cambiato la vita. Non aveva mai avuto così tanto denaro ed era al settimo cielo. Arrivò dai campionati meno importanti dritto alla Championship. E questo alla fine lo ha portato a bere alcol ogni giorno. Non sapevamo cosa fare…”.

“Io non sapevo di questo fino a quando qualcuno non mi ha detto che veniva agli allenamenti ancora ubriaco – ha dichiarato il vice-presidente del Leicester – e così sono andato a parlare con lui e gli ho chiesto: “Vuoi chiudere la tua carriera in questo modo? Vuoi continuare a comportarti così? Bene, noi faremo scadere il tuo contratto e ti lasceremo andar via. Non aspettarti una carriera migliore”.

Le parole di Srivaddhanaprabh lasciarono il segno nel giocatore. “Mi ha risposto che non sapeva cosa fare della sua vita, non aveva mai guadagnato così tanto denaro. Così gli ho chiesto: “Qual è il tuo sogno? Come pensi che dovrebbe essere la tua vita? Dovresti riflettere attentamente su ciò che vuoi fare per il club. Ho investito su di te, quindi devi ricambiare la mia fiducia”.

“Dopo questo colloquio ha semplicemente smesso di bere e ha iniziato a lavorare duro in allenamento. Le sue doti fisiche non erano buone come oggi. Sapevamo che avesse un’accelerazione esplosiva, ma certo allora non immaginavamo che potesse essere così devastante…”.

Da queste parole, e dal fatto che sia stato arrestato in passato per aggressione (ed abbia dovuto indossare il braccialetto elettronico imposto ai sorvegliati e rispettare l’obbligo di rincasare non più tardi delle 18), si capisce che Vardy non abbia proprio un pedigree da bravo ragazzo.

Che però non gli ha impedito di vincere la Premier.

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