Pino Maniaci: fine di un altro eroe antimafia creato dai media

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Era diventato uno dei tanti simboli dell’antimafia. Lo avevano sempre dipinto come un paladino della giustizia. Ci sono cascati con tutte le scarpe i media. In realtà era solamente un bugiardo che “combatteva” la mafia comportandosi, a sua volta, da mafioso. Il giornalista direttore della tv siciliana “Telejato”, Giuseppe Maniaci, per gli amici Pino, è stato smascherato e adesso è accusato anche di estorsione ai danni dei sindaci di Borgetto e Partinico.

Per anni ha preso in giro tutti, raccontando a giornali e tv che erano state le cosche mafiose a bruciargli l’auto e ad uccidere i suoi cani. Ma l’inchiesta che lo ha travolto ha svelato che quelle intimidazioni provenivano, semplicemente, dal marito della sua amante. Vicende personali, dunque e lui lo sapeva benissimo, ma ha mentito. “In questo modo mi daranno anche la scorta”, si legge in una delle intercettazioni con l’amante. Ce ne sono a decine e in tutte emergono le “strategie” ai limiti del diabolico di Maniaci.  Si vantava con la compagna al telefono della sua potenza: “qui si fa come dico io… se no se ne vanno a casa. Tutti”.

Da icona dell’antimafia a imbroglione. Il passo è stato brevissimo. Gli aveva creduto pure il premier Matteo Renzi, che lo aveva chiamato per esprimergli tutta la propria solidarietà per le “minacce” delle cosche.

Storie di retorica d’accatto. Come accade, spesso, in questi casi. Come era successo con il figlio di Vito Ciancimino, Massimo. Oppure con Silvana Saguto, l’ex presidente della sezione Misure di prevenzione del Tribunale di Palermo per la gestione dei beni confiscati alla mafia che, da simbolo della lotta a Cosa nostra è adesso considerata, dopo essere stata indagata per corruzione, abuso d’ufficio e riciclaggio, una presunta criminale. Forse sono peggio loro dei mafiosi stessi. E i principali responsabili sono i media, che si inventano un’icona, senza nemmeno accertarsi se lo sia veramente. Come fossero tutti Falcone e Borsellino.

In un’epoca in cui abbiamo bisogno di eroi, finiamo poi per identificarci in persone sbagliate.

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