Aumento delle slot machine, il Governo tace

Slot machine
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E’ imbarazzante il silenzio dell’esecutivo sull’autorizzazione all’incremento delle slot machine in Italia.

Da una parte il Ministero della Salute parla della ludopatia come “non solo di un fenomeno sociale, ma una vera e propria malattia che può portare a rovesci finanziari, alla compromissione dei rapporti ed al divorzio, alla perdita del lavoro, allo sviluppo di una vera e propria dipendenza responsabile anche di suicidi”, e gli fa da eco il premier Renzi, che definisce pazzesca ed allucinante l’inclinazione di un Stato sempre più “biscazziere”. Dall’altra, invece, ci sono le potenti lobbies delle macchinette che impongono e riescono a far passare nel più totale silenzio la circolare-beffa che dà l’ok a decine di migliaia di slot machine in più.

Un’incoerenza spaventosa, quella di portare alla luce un serio problema e allo stesso tempo di incentivarlo. E’ il succo di quello che scrivono Sergio Rizzo e Gian Antonio Stella sulle colonne del “Corriere della Sera”, osservando come solo grillini e vescovi si siano espressi ed abbiamo osteggiato concretamente l’incremento e la diffusione delle slot-machine.

Che, si sa, creano dipendenza. Quella piaga denominata ludopatia colpisce 256 mila italiani, mentre si attestano a ben un milione i nostri compatrioti definiti “a rischio alto” da uno studio Espad curato dal Cnr. Se da una parte (a parole) si dice di combattere il fenomeno “gioco d’azzardo”, dall’altra (con i fatti) lo si incentiva. Ed ecco che sulla Gazzetta Ufficiale salta fuori un passo della legge di Stabilità che prescrive l’introduzione di nuove macchinette (circa 40mila in più) che farebbero lievitare il totale a ben 424 mila.

Un numero di slot machine pro capite superiore a quello di ogni Stato europeo, che frutta molto all’Italia. Basti pensare (come ha scritto il giornale della Cei) che l’incremento rispetto allo scorso anno riferito ai primi tre mesi del 2016 è stato di 413 milioni di euro, il doppio di quanto è stato stanziato nel 2015 per la disoccupazione di lunga durata.

E’ stato calcolato che gli italiani spendono 17 miliardi di euro alle macchinette (284 euro a testa), una cifra che oltre a ingrassare lo Stato finisce nelle tasche di baristi, gestori e concessionari. Un giro di denaro immenso che ha spinto le lobbies di questa categoria a lottare per questo incremento.

A dispetto di giri di vite, dichiarazioni di intenti e proclami che lasciano il tempo che trovano.

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