Hair Truck: quando i sogni NON diventano realtà

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Complimenti, grazie, ma arrivederci. Questo si sono sentite dire due giovani ragazze con un’idea da 20mila euro, ma non conforme alla norma. Proprio così.

Andiamo con ordine. Loro sono  Francesca Lattante e Michela Pulieri, due giovani leccesi, che hanno vinto il finanziamento in palio nel concorso “Perlana for women” indetto dalla Henkel insieme a Fondazione Risorsa Donna per promuovere il microcredito al femminile. Il progetto si chiama “Hair Truck”, e ha sbaragliato gli altri 140 in concorso aggiudicandosi, dopo la valutazione di diverse giurie, quel finanziamento a fondo perduto che avrebbe consentito loro di tradurre in realtà un’idea estremamente innovativa. Volevano creare “un’attività di coiffeur itinerante che offre i servizi per essere sempre al top con la propria acconciatura”, come era spiegato nel comunicato stampa diffuso all’indomani dell’assegnazione del premio. Quindi un parrucchiere itinerante, ambulante, sempre disponibile.
«Nel Salento – si spiegava – potrà avere una duplice funzione: d’estate offrire ai tanti turisti delle località balneari la possibilità di un “ritocco” tra la spiaggia e un happy hour, in bassa stagione potrà servire invece i piccoli comuni e raggiungere le persone che non si muovono facilmente dalla loro abitazione».

Insomma, un sogno per qualsiasi signora. Un sogno che rimarrà tale. Le due giovani imprenditrici, infatti, con i 20mila euro in queste settimane hanno messo su la loro impresa, ma poi si sono trovate davanti il peggiore ostacolo che potessero incontrare: la burocrazia. Ironia della sorte, che non fa ridere per niente, la legge non prevede che un’attività artigianale possa essere ambulante. Quanto meno, quella di due parrucchiere non può esserlo.

«A novembre la Camera di Commercio ha spiegato alle ragazze allo sportello, che chiedevano informazioni sull’attività di parrucchiere come ambulanti, che essa è vietata dalla legge e pertanto non avremmo potuto rilasciare l’iscrizione – conferma Alfredo Prete, presidente della Camera di Commercio di Lecce – a quelle ragazze era stato quindi suggerito di rivolgersi al Comune di competenza, che è l’unico abilitato a rilasciare l’autorizzazione necessaria, prima di tornare a rivolgersi alla Camera di Commercio».
Un ostacolo insormontabile, impossibile da arginare, nonostante i tentativi. E Francesca Lattante e Michela Pulieri per ora sono costrette a rimettere al loro posto spazzole e bigodini e sperare che qualcuno (ma chi? come?)  trovi una scappatoia per concedere loro quel visto che manca per realizzare il proprio progetto. Magari equiparando lo shampoo e il balsamo al ketchup e all’olio delle patatine fritte, che quelle sì che si possono vendere agli angoli delle strade.

Fortunatamente non hanno intenzione di desistere dall’obiettivo. Menomale. D’altro canto anche la giuria del premio era stata colpita, oltre che dall’originalità del progetto, anche «dalla concretezza che le candidate hanno dimostrato nel definire il budget della propria impresa, mettendo a frutto la loro esperienza nei saloni di bellezza. L’Hair Truck dunque diventerà realtà,e se tutto andrà secondo i piani sarà un’attività che darà un servizio utile e redditizio». Così decantava la giuria il 19 gennaio, illudendo le due ragazze di vivere in un Paese in cui un progetto diventa realtà solo perchè valido.

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Un Commento

  1. Giuseppe Cammarots said:

    Perché cibi dolci ecc ecc si possono fare e vendere dai camper e furgoni vari. Mentre su camper dovutamente igienizzato e strumenti sterilizzati e monouso, chi permette gli ambulanti alimentari trova ostacoli ai parrucchieri mobili? È semplicemente un negozio su quattro ruote.

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