Migranti: Italia prima meta, Ue boccia Austria

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Mentre secondo Frontex in aprile 2.700 migranti sono arrivati in Grecia dalla Turchia, addirittura il 90% in meno rispetto a marzo, l’Ue ha bloccato il tentativo dell’Austria di ottenere una sorta di “permesso preventivo” per introdurre controlli di frontiera al Brennero, in deroga al trattato di Schengen.

In merito al traffico di migranti, il ministro tedesco Wolfgang Schaeuble ha dichiarato: “L’Austria dovrebbe sostenere l’Italia, invece di stabilire nuovi controlli al Brennero, una delle frontiere più intrise di significato emotivo d’Europa”. Invece, il successo del crollo degli arrivi, secondo i vertici di Frontex,l’agenzia europea che monitora i confini, sarebbe dovuto principalmente all’accordo con la Turchia sui rimpatri. La maggior parte degli immigrati arrivati in Grecia arrivano da Paesi come Siria, Pakistan, Afghanistan e Iraq. E così il mese scorso, per la prima volta dal giugno 2015, si è verificata un’inversione di tendenza per cui il numero degli arrivi di migranti in Italia ha superato lo scorso aprile quello degli arrivi in Grecia.

Cosa prevede l’accordo con la Turchia? Secondo l’intesa tutti i migranti e rifugiati, inclusi i siriani, che arrivano in Grecia illegalmente devono essere rimandati indietro. L’Ue a sua volta si impegna a ricevere dalla Turchia migliaia di rifugiati siriani, garantire più risorse, e visti più semplici per i cittadini turchi, oltre a una accelerazione delle trattative per l’ingresso di Ankara nella Ue che suscita ancora troppi dubbi (ne abbiamo parlato qui).

Questo importante dato si è registrato nonostante il fatto che gli 8370 arrivi registrati nel Mediterraneo centrale rappresentino riduzioni del 13% rispetto al dato di marzo e del 50% rispetto a un anno fa. Secondo i dati forniti da Frontex, la maggior parte dei migranti giunti in Italia sono di nazionalità eritrea, egiziana e nigeriana e “non ci sono segnali di uno spostamento di migranti dalla rotta del Mediterraneo orientale”, cioè quella passante per la Grecia. “C’è stata una drastica riduzione degli arrivi sulle isole greche”, ha fatto sapere il direttore di Frontex, Fabrice Leggeri. Gli arrivi di aprile “sono ben al di sotto al numero di persone che spesso abbiamo visto arrivare quotidianamente sull’isola di Lesbo durante i mesi di picco dell’ultimo anno”.

Non solo accordo tra Unione europea e Turchia: tra i motivi di questa riduzione, secondo Frontex, ci sarebbero anche i maggiori controlli messi in atto dalla Macedonia lungo le sue frontiere con la Grecia.

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