I militanti antifascisti bastonano disabili e donne? Ecco come si comportano i media democratici

Vergogna senza attenuanti. I resoconti dei “giornalisti democratici” sul pestaggio dei militanti di Casapound rappresentano davvero una vergogna senza attenuanti. Corriere della Sera, la Repubblica e il Messaggero (solo per citare i più scandalosi) hanno fatto a gara per nascondere e minimizzare i fatti

Per riuscire a capire cosa fosse avvenuto davvero al banchetto di via dell’Acqua Bullicante (QUI IL VIDEO), bisognava far ricorso solo a il Tempo. E scoprire così il motivo delle reticenze e delle omissioni. Perché tra i quattro-cinque “fascisti del terzo millennio” che distribuivano pacificamente materiale propagandistico per le prossime elezioni amministrative, c’erano anche un disabile ed una donna e tutti sono stati picchiati a sangue con manici di piccone e caschi. E stessa sorte hanno subito i quattro poliziotti intervenuti per cercare di fermare l’aggressione di una cinquantina di estremisti comunisti (ma adesso li chiamano “antagonisti”, così la falce e il martello e le bandiere rosse restano immacolate).

Bene, apri i quotidiani di ieri e scopri che il fatto più grave sarebbe stata un’incursione (senza alcuna violenza) di un gruppetto di militanti di “Forza Nuova” in chiave di contestazione all’appena approvata legge sulle unioni civili. Poi, con comodo, si parla anche del pestaggio dell’Acqua Bullicante. Ma senza troppi dettagli, meglio minimizzare, in fondo quelli mandati in ospedale solo dei fascisti. E quindi le violenze sono giustificabili e giustificate. E anche la manifestazione di solidarietà organizzata da Casapound con la ragazza stuprata al Pigneto da un rom, meglio ignorarla (oppure – come fa la Repubblica – degradarla ad una sorta di ignobile strumentalizzazione).

Un disabile mandato all’ospedale con uno zigomo rotto, insieme ad una donna e agli altri provocatori fascisti, non meritano una sola parola di condanna da parte di quel fronte politico e mediatico sempre prontissimo a scatenarsi contro qualsiasi stupidaggine addebitabile ai militanti di destra. Vale per la candidata sindaco grillina Virginia Raggi (che però tra un’intervista e l’altra sulla crisi del suo matrimonio e le smentite piccate su eventuali nuove relazioni sentimentali, trova il tempo per condannare l’incursione di Forza Nuova) e vale per tutti gli altri che si riempiono la bocca di indignazione solo quando gli fa comodo.

Ma il top della faziosità, carta stampata a parte, lo raggiunge Lilli Gruber. Quando, in serata, organizza una puntata di “Otto e mezzo” per contestare ad Alfio Marchini di essersi permesso di parlare di “fascisti de core” e di aver ricordato che suo nonno – partigiano e gappista – giudicava il Duce un grande urbanista. Orrore, orrore. Ignorando naturalmente il pestaggio dei militanti antifascisti della mattinata, l’aspirante “direttora” di un tg Rai, si dedica con un altro paio di antipatizzanti a mettere in imbarazzo Alessandra Mussolini, capolista al Campidoglio della lista di Forza Italia che sostiene il costruttore. E ci riesce pure, vista la modestia intellettuale e dialettica dell’ex-attricetta. Evidentemente obnubilata dalle recenti disavventure sessuali del marito, la Mussolini si contraddistingue perfino per far finta di ignorare l’esistenza di una sorellastra di nome Rachele, che si presenta – almeno più coerentemente di lei –  nella lista di Giorgia Meloni.

Così, una volta ribadito che non si può proprio fare a meno dei valori dell’antifascismo militante, alla fine è difficile stabilire chi sia riuscita a fare la figura peggiore. Con buona pace degli intoccabili bastonatori comunisti truccati da semplici “antagonisti”.

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