Addio Klose: ennesimo fallimento della società

Stavolta é davvero finita. Danke Klose e buona fortuna. Termina l’avventura del tedesco con la maglia biancoceleste dopo 5 anni, conditi da 64 gol e giocate da vero campione.

È lo straniero che ha segnato più reti nella storia del club romano (insieme a Pandev). Ieri il popolo biancoceleste è accorso allo stadio (30 mila) per salutarlo. Solo per lui. Certo, mancava la parte più calda della tifoseria, ma sicuramente a Miro avrà fatto piacere un’accoglienza simile.

“Miro, Miro, Miro”, cantavano gli spettatori presenti, quando Felipe Anderson si apprestava a battere il rigore. Un coro che ha convinto il tedesco a prendere il pallone e calciarlo lui quel penalty e gonfiare la rete. Tante emozioni vissute contro la Fiorentina, che hanno fatto passare in secondo piano una brutta sconfitta, 4 sberle e una difesa a dir poco imbarazzante. Ma, per una volta, chi se ne frega, bisognava salutare il tedesco.

Poi, a fine gara, però, sono arrivate le parole di Klose che non ti aspetti e che feriscono. Soprattutto, fanno riflettere, per l’ennesima volta, sul menefreghismo e l’incompetenza di chi gestisce la società più antica della Capitale.

“Proposte da Lotito per rimanere? Zero. Io non posso fare tutto da solo. Mica ho deciso io di andare via”. Una frecciatina chiara quella del tedesco al presidente e a Tare (che ieri aveva dichiarato invece di aver parlato con Klose. Falso, dunque). Si sarebbe aspettato un po’ più di riconoscenza il campione del Mondo, ma non ha fatto una piega. È rimasto in silenzio, ha continuato a correre e a segnare. Ma ha voluto precisare ai tifosi, che ha ringraziato col cuore, la realtà dei fatti. Quello sì. Perché lui a Roma si trova bene e la sua famiglia si è ambientata alla grande. Non gli sarebbe affatto dispiaciuto restare ancora.

Ma questo non conta per chi gestisce la società. Un’immagine, quella di Klose, che si poteva sfruttare anche all’estero per dare lustro alla Lazio. Il panzer poteva diventare una sorta di monumento biancoceleste a livello internazionale. Non è stato fatto nulla.

E allora è giusto che Miro se ne vada, che torni in patria a segnare. Perché ha dimostrato di essere in forma nonostante l’etá e di poter continuare a giocare almeno per un altro anno. Calciatori come lui non se ne trovano facilmente. Sarebbe servito sicuramente ancora alla Lazio, la stessa Lazio che, complice un presidente odiato da tutti i tifosi, se lo è lasciato sfuggire.

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