Rinnovabili, si può. In Germania 100% di energia dalle fonti alternative

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Energie rinnovabili

Ciò che sembrava impossibile si è avverato. Per due domeniche consecutive tutto il fabbisogno elettrico è stato soddisfatto dalle rinnovabili.

Ovviamente la domenica il grosso delle fabbriche e degli uffici sono chiusi. Solo così è stato possibile non avvalersi delle fonti energetiche tradizionali, esauribili, costose ed inquinanti. C’è riuscita la Germania, che insieme al Portogallo si è insediato alla testa delle Nazioni in Europa in questa speciale classifica.

Questo è un gran risultato, se pensiamo che la Germania è lo Stato che guida dal punto di vista economico il nostro continente. Per questo motivo necessita di quantità di energia maggiori di qualunque altro Paese, ed è un ottima notizia quella che per produrla ha fatto uso delle sole fonti rinnovabili.

Una tecnologia che negli ultimi anni ha fatto passi da gigante, creando energia verde, a basso costo, capace di far andare avanti il sistema produttivo di una Nazione con percentuali sempre più alte, toccando a volte il 100% in alcuni momenti della giornata.

E dire che in Germania solo il 30% del fabbisogno complessivo è coperto dall’energia verde, a cui fa da contraltare una massiccia installazione di superfici fotovoltaiche. In questo l’Italia è avvantaggiata per ragioni climatiche, e grazie a questa sovrabbondanza di sole e vento riusciamo ad attestarci (nonostante le scelte della nostra classe politica) tra i paesi che sul fronte delle rinnovabili hanno fatto più strada negli ultimi anni.

Attualmente siamo sul 40% dell’energia “pulita” sul totale, stando ai dati di Terna, ottenendo risultati insperati i giorni (come il 25 aprile) in cui la richiesta di elettricità non è stata abbondante. Cosa diversa dall’estate che si prepara a venire, in cui molti (se sarà torrida come quella passata) accenderanno i condizionatori per sfuggire all’afa e consumeranno una quantità abnorme di energia.

In molti dicono che ormai è solo una questione di tempo, perché la strada per l’esclusivo sfruttamento delle rinnovabili è ormai intrapresa, ed è ormai prossimo il “sorpasso” dell’energia “pulita” ai danni di quella ottenuta con gas e petrolio.

A farci buona compagnia, ma svantaggiate dalle condizioni climatiche, sono come detto il Portogallo (che già dal 1994 ha iniziato la sua uscita dai combustibili fossili, mettendo al bando gli impianti a carbone), la Danimarca (che punta molto sull’eolico) e la Gran Bretagna che una settimana fa ha potuto per la prima volta fare a meno del carbone.

La via è tracciata, cosa aspettiamo per imboccarla con decisione?

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