Tumori, con la crisi economica 260mila decessi in più

La crisi economica ha avuto come effetto “collaterale” un aumento della mortalità dei tumori, dovuto alla disoccupazione e alla conseguente riduzione della spesa sanitaria.

Si calcolano 260mila decessi in più nei Paesi Ocse, di cui 160.000 solo nell’Unione europea. È quanto emerge da un nuovo studio pubblicato sul Lancet che ha guardato all’effetto della disoccupazione e dei cambiamenti nella spesa pubblica per la salute sui decessi per tumori.

I ricercatori della Harvard University (Usa), dell’Università di Oxford, dell’Imperial College di Londra e del King’s College di Londra hanno utilizzato i dati della Banca mondiale e dell’Oms per esaminare il legame tra disoccupazione, spesa sanitaria e mortalità per cancro in oltre 70 Paesi, per un totale di oltre 2 miliardi di persone, dal 1990 al 2010.

Nelle analisi sono stati inclusi i tumori più frequenti (alla prostata negli uomini, al seno nelle donne, colon e polmoni per entrambi i sessi) e classificati come curabili (con un tasso di sopravvivenza di oltre il 50%) o non trattabili (con un tasso di sopravvivenza inferiore al 10%).

Lo studio ha rilevato che quando sale la disoccupazione, c’è un aumento dei decessi in tutti i tipi di cancro. L’associazione tra disoccupazione e mortalità per cancro risulta più forte per i tumori curabili, e gli autori dicono che questo rafforza l’importanza di avere accesso alle cure.

Un aumento dell’1% della disoccupazione è stato ad esempio collegato a 0,37 di morti in più per tutti i tumori ogni 100.000 persone. Lo studio conferma anche che la mortalità per cancro aumenta quando diminuisce la spesa sanitaria pubblica: un calo dell’1% della spesa sanitaria pubblica rispetto al Pil viene associato a ulteriori 0,0053 morti per tutti i tumori ogni 100.000 persone.

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